Web Services, un'espressione ormai sempre più diffusa e carica di aspettative, anche se la stessa definizione del W3C (World Wide Web Consortium) richiama terminologie e concetti più adatti ad esperti IT che al resto degli utenti o dei businesses, ai quali - tuttavia - gli operatori ripetono continuamente quanto i Web Services aiuteranno i loro affari, essendo una tecnologia davvero "rivoluzionaria".
In effetti, al di là delle definizioni più o meno tecniche, è vero che i Web Services sono in grado di realizzare alcune funzionalità molto utile e sicuramente innovative.
Permettono ad esempio ad un'azienda di collegare le proprie applicazioni con quelle dei propri partner, clienti o fornitori, tutto via Internet e più o meno allo stesso modo in cui vengono collegate fra loro delle pagine Web di un sito. Di conseguenza le informazioni possono essere utilizzate da tutti i soci e condivise.
Ma non è tutto, grazie alla stessa tecnologia, le imprese possono ottimizzare la propria efficienza interna, collegando e facendo interagire le varie applicazioni presenti in azienda - persino quelle in linguaggi di programmazione differenti - in modo da evitare sovrabbondanze e da risparmiare in tempo e risorse (ad esempio collegando programmi di inventario con applicazioni di contabilità per far sì che i cambiamenti effettuati in un'area, vengano automaticamente registrati nell'altra).
Una vera rivoluzione secondo molti, che ha visto la partecipazione delle aziende produttrici di soluzioni IT (prime fra tutte IBM e Microsoft), le quali stanno cercando di creare protocolli e standard per incoraggiare lo sviluppo dei Web Services, e quindi poter produrre applicazioni valide ed affidabili.
Non si tratta di un processo che possa realizzarsi in una notte, d'altra parte si tratta di una tecnologia giunta alla ribalta relativamente da poco, ma che ha richiesto anni di sviluppo e ricerca.
Un primo passo importante è stato fatto con il linguaggio XML che ha permesso di avere a disposizione una tecnologia per collegare e "tradurre" effettivamente le diverse applicazioni ed i loro rispettivi linguaggi.
Altro fattore di sviluppo è conosciuto come SOAP (simple object access protocol), è questa tecnologia che permette la trasmissione in XLM dei messaggi tra le varie applicazioni attraverso l'HTTP.
Tecnologie che hanno richiesto anni di studi, ma da cui ci si aspettano anche risultati importanti.
Stando a dati IDC entro il 2007 si assisterà ad una spinta notevole in questo senso, con 21 miliardi di dollari di ricavi previsti; oltre ad un notevole aumento della diffusione di tali progetti tra le imprese. Se per ora è solo il 5% delle aziende ad investire in progetti di Web Services, entro il 2008 dovrebbe essere l'80% delle imprese a farlo.
Un salto notevole, una previsione che da sola può giustificare l'entusiasmo dei produttori e la ribalta ottenuta da questa tecnologia.
Non si può dire ora se tali rosee previsioni diverranno realtà, quello che è certo è che i Web Services non fanno altro che rendere più facile sfruttare uno dei beni principali per ogni azienda: l'informazione.
Molti operatori, on ed off-line, si sono accorti da tempo che il successo e la differenziazione non dipendono tanto (o necessariamente) dal proporre un prodotto migliore, quanto dalla quantità e qualità di informazioni legate al quel prodotto, da come viene inserito in un contesto, legato ad un servizio, da come (e quando!) viene consegnato.
Ed i Web Services sono in grado di migliorare la raccolta, l'utilizzo e la condivisione delle informazioni, abbassando i costi della loro diffusione.
Ne è un esempio Expedia che utilizza questo tipo di piattaforme per inviare ai propri clienti, su PC, ma anche su dispositivi wireless, informazioni legate ai voli. Non solo è divenuto più semplice farlo, ma l'azienda ha potuto notare un risparmio nei costi di trasmissione di queste informazioni.
Non resta quindi che aspettare che vengano creati standard e soluzioni che migliorino le possibilità di diffusione di tale tecnologia, molto utile ad esempio per le piccole medie imprese, perché accessibile a costi relativamente contenuti.
Secondo IBM non si avranno dei protocolli accettati come standard almeno fino al 2005, ma l'ottimismo verso i Web Services sembra condivisa da tutti.
Francesca Girolfi





