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Che cos'è il Grid computing - parte I
mar 10, 2003 Per capire meglio le possibità di questa affascinante applicazione per il futuro della Rete di Marcello Tansini - di WebMasterPoint Che cosa è il Grid Computing? Grid Computing significa condividere ed utilizzare la potenza di elaborazione di una serie di computer, tipicamente server, collegati in rete tramite le infrastrutture di Internet. Ovvero? Attualmente, la maggior parte dei server rimane "non occupata" o poco occupata per parecchie ore del giorno (basti pensare alla notte). L'idea del Grid Computing è quella di sfruttare tale "tempo libero" per operazioni di calcolo ed elaborazione dati che vedano coinvolti migliaia di server in tutto il modo, superando qualsiasi barriera fisica di elaborazione dati di un qualunque server oggi disponibile. E' la vecchia, ma affascinate idea dell'informatica di mettere in comune le risorse di calcolo e di memoria, in modo da raggiungere livelli di potenza, accessibili ad ogni partecipante alla comunità scientifica o privata, altrimenti impossibili. - In primo luogo le comunicazioni. Oggi la larga banda è già un termine restrittivo. Velocità di trasmissione dati di un gigabit al secondo su rete locale tecnicamente costano poche centinaia di dollari per nodo. Un lambda, ovvero 2,5 gigabit permanenti da Parigi a New York, già oggi è un canale di comunicazione sufficientemente potente (e a basso costo) perché due computer, o sistemi di computer, possano in pratica divenire una cosa sola. Condividendo risorse di elaborazione o capacità di memoria quasi come se fossero fisicamente adiacenti. - I computer stessi stanno velocemente incrementando, anche al di là di molte previsioni date per ottimistiche negli anni scorsi, il loro rapporto tra prestazioni e costo. Su tre assi: microprocessori, memorie, software. Basta considerare un normale pc venduto in negozio: supera il gigahertz (miliardo di cicli al secondo), contiene hard disk che ormai raggiungono il centinaio di gigabyte, può essere pilotato da un sistema operativo evoluto, stabile e a bassissimo costo come è Linux, completo di tutti i protocolli e gli standard di Internet, provati su milioni di connessioni. Da un anno a questa parte, poi, Linux sta esponenzialmente evolvendo verso lo status di ambiente informatico (nella sua accezione estesa) capace di gestire server di fascia alta, quali i cluster (reti "strette" di elaboratori) capaci di erogare potenze di elaborazione prima riservate ai grandi sistemi, di ordini di grandezza più costosi. - Gli standard aperti di Internet, Linux e l'Open Source rendono possibile l'accesso attivo da parte di tecnologi e di scienziati all'innovazione "diffusa" nelle architetture informatiche. Non esistono più i "santoni" intoccabili del software proprietario, segreto e chiuso. (...continua) Marcello Tansini Bibliografia:
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