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PMI Dome

L'importanza delle statistiche di accesso al sito - (parte 2)

Ovvero come interpretare correttamente i dati statistici che ci vengono forniti dal nostro sito.
di Luca De Nardo | 19 settembre 2000

Innanzi tutto occorrono dati e strumenti. E qui la risposta appare semplice.

I dati vengono forniti da un "log file" del sito web, ovvero quel file che ogni server internet produce con l’obiettivo di tracciare passo per passo, scrivendone le informazioni, tutti le azioni che vengono compiute da un navigatore (verrebbe da dire malcapitato) per la consultazione delle informazioni disponibili.
Come analizzare questi dati e interpretarne i significati, questa è un'altra storia.
Oggi sono innumerevoli gli strumenti di analisi, anche straordinariamente potenti che consentono una valutazione immediata della produttività e del funzionamento del sito web, delle attività di marketing e di promozione.

L'importante, però, è che i risultati siano correttamente interpretati, compresi e ne venga fatto un buon uso. Un esempio a tal riguardo è l’utilizzo dei dati per verificare che il proprio posizionamento sul mercato sia corretto, cambiare eventualmente le strategie di comunicazione, "ripesare" l'importanza del canale internet a fronte degli altri canali classici....
Grazie alle caratteristiche peculiari con cui possono essere ridisegnati le forme e i contenuti della comunicazione su Internet e grazie alla rapidità con cui raggiungeranno nuovamente i propri referenti, appare ovvio comprendere come l'analisi dell'attività del sito web possa e debba essere presa in seria considerazione sia in termini di verifica che di controllo.

MA QUESTI DATI SONO UTILIZZATI E VENGONO COMPRESI NEL MODO GIUSTO?
Per metaforizzare e ricordare la gioventù, quando si era giovani, il confronto tra ragazzi avveniva su quanto era veloce il nostro motorino e quanto questo riuscisse ad essere veloce in discesa e magari con il vento favorevole.
Oggi, tra quelli che possiedono un sito, può accadere che il confronto avvenga sui numeri di accesso che questi riescono a vantare, in termini di visite e di consultazioni delle loro pagine.

Semplicemente sono venuti in possesso del report statistico del loro sito, ne hanno letto dei dati (ricordando quelli con il valore più alto) ed ora fanno dichiarazioni che sembrano più bordate di galeoni spagnoli che attente e mediate riflessioni sul significato intrinseco.
E qui, poveri noi: le libere interpretazioni che emergono rischiano di essere un numero elevatissimo, creando incomprensioni, disguidi, fraintendimenti.

Il più delle volte il tutto nasce da una semplice confusione terminologica: vengono spesso confuse tra loro le parole e le definizioni di hits, impression, page view, document view, one load, reloads, user session……
A fronte di ciò la differenza diventa sostanziale, sia in termini di confronto con gli altri “compagni” sia in termine di corretta percezione della realtà, ovvero quanto realmente il nostro sito è stato consultato.
Un esempio (forse il più importante) è la differenza che intercorre tra hits (definiti tali qualsiasi file richiesto al server che gestisce il nostro sito - gif, jpg, png, htm, html) e impression (definiti tali i soli file richiesti e identificati con l’estensione htm, html - e che contengono la parte puramente informativa). Malgrado ciò vengono confusi spesso fra loro.
Proviamo a fare un esempio il più semplice possibile, ma nel contempo più vicino alla realtà, per cercare di percepirne subito la sostanziale differenza

Luca De Nardo

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