Innanzi tutto occorrono dati e strumenti. E qui la risposta appare semplice.
I
dati vengono forniti da un "log file" del sito web, ovvero quel file
che ogni server internet produce con l’obiettivo di tracciare passo per
passo, scrivendone le informazioni, tutti le azioni che vengono compiute da
un navigatore (verrebbe da dire malcapitato) per la consultazione delle informazioni
disponibili.
Come analizzare questi dati e interpretarne i significati, questa è un'altra
storia.
Oggi sono innumerevoli gli strumenti di analisi, anche straordinariamente potenti
che consentono una valutazione immediata della produttività e del funzionamento
del sito web, delle attività di marketing e di promozione.
L'importante,
però, è che i risultati siano correttamente interpretati, compresi
e ne venga fatto un buon uso. Un esempio a tal riguardo è l’utilizzo
dei dati per verificare che il proprio posizionamento sul mercato sia corretto,
cambiare eventualmente le strategie di comunicazione, "ripesare" l'importanza
del canale internet a fronte degli altri canali classici....
Grazie alle caratteristiche peculiari con cui possono essere ridisegnati le
forme e i contenuti della comunicazione su Internet e grazie alla rapidità
con cui raggiungeranno nuovamente i propri referenti, appare ovvio comprendere
come l'analisi dell'attività del sito web possa e debba essere presa
in seria considerazione sia in termini di verifica che di controllo.
MA
QUESTI DATI SONO UTILIZZATI E VENGONO COMPRESI NEL MODO GIUSTO?
Per metaforizzare e ricordare la gioventù, quando si era giovani, il
confronto tra ragazzi avveniva su quanto era veloce il nostro motorino e quanto
questo riuscisse ad essere veloce in discesa e magari con il vento favorevole.
Oggi,
tra quelli che possiedono un sito, può accadere che il confronto avvenga
sui numeri di accesso che questi riescono a vantare, in termini di visite e
di consultazioni delle loro pagine.
Semplicemente
sono venuti in possesso del report statistico del loro sito, ne hanno letto
dei dati (ricordando quelli con il valore più alto) ed ora fanno dichiarazioni
che sembrano più bordate di galeoni spagnoli che attente e mediate riflessioni
sul significato intrinseco.
E qui, poveri noi: le libere interpretazioni che emergono rischiano di essere
un numero elevatissimo, creando incomprensioni, disguidi, fraintendimenti.
Il
più delle volte il tutto nasce da una semplice confusione terminologica:
vengono spesso confuse tra loro le parole e le definizioni di hits, impression,
page view, document view, one load, reloads, user session……
A fronte di ciò la differenza diventa sostanziale, sia in termini di
confronto con gli altri “compagni” sia in termine di corretta percezione
della realtà, ovvero quanto realmente il nostro sito è stato consultato.
Un esempio (forse il più importante) è la differenza che intercorre
tra hits (definiti tali qualsiasi file richiesto al server che gestisce il nostro
sito - gif, jpg, png, htm, html) e impression (definiti tali i soli file richiesti
e identificati con l’estensione htm, html - e che contengono la parte
puramente informativa). Malgrado ciò vengono confusi spesso fra loro.
Proviamo a fare un esempio il più semplice possibile, ma nel contempo
più vicino alla realtà, per cercare di percepirne subito la sostanziale
differenza
Luca De Nardo