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Apriti Sesamo - (parte 1)

Per la gioia degli amanti degli acquisiti online, e' in arrivo nelle strade inglesi la prima scatola "simpatica". Una scatola da dimenticare appositamente fuori dalla porta. Ecco a voi lo shopping del 21esimo secolo.
di Maria Angela Balsamà | 12 marzo 2001
Maria Angela Balsamà giornalista freelance, vive e lavora a a Londra. L'articolo e' stato pubblicato originariamente per il mensile Mediaforum, numero di febbraio 2001, con il titolo "Apriti Sesamo".

Cosa succederebbe se avessi la possibilita' di ricevere tutta la merce che hai ordinato via internet (libri, dischi ma anche cibo, vino e gli abiti dalla tintoria) in una cassetta di sicurezza posizionata sotto casa, liberandoti cosi' di dovere aspettare a casa qualcosa che hai ordinato con un semplice click?

Una risposta arriva, per ora solo nelle strade della capitale inglese ma presto anche in Italia, grazie a tre nuove societa' che stanno sperimentando diversi sistemi di consegna. Anzi piu' di una soluzione e' in arrivo. Infatti, si iniziano a vedere appunto solo in selezionate strade delle scatole 'magiche che andranno a rivoluzionare il concetto di shopping online del ventunesimo secolo.

Una ricerca sulle vendite online realizzata dalla Ernst & Young conferma che il mercato delle vendite globali online continua a crescere, a dispetto dei problemi che hanno avuto le 'dotcom' lo scorso anno. Tra i punti emersi dalla ricerca dal titolo "Global Online Retailing" e' emerso che i Paesi al di fuori dagli Stati Uniti, e particolarmente quelli di lingua inglese stanno comprando sempre piu' merce online.

E se per comprare non ci sono problemi, e anche vero che e' abbastanza complicato essere a casa a ritirare la merce. Risulta abbastanza noioso per chi lavora dover aspettare a casa la merce o ancora peggio recarsi nei giorni seguenti all'ufficio postale a ritirare il pacchetto. Inoltre anche i dati ottenuti dalla ricerca Global Online Retailing hanno dimostrato ancora una volta che libri, disci e complementi per il computer sono tra gli oggetti piu' venduti tramite internet.

Una delle prime soluzione di consegna della merce arriva da una divisione della societa' Homeport , una start up con sede a Londra e uffici presto anche in Francia e Stati Uniti. Il primo progetto pilota firmato Homeport e' partito, dopo tre anni di ricerca, lo scorso Giugno tramite i primi accordi con quattro piccoli negozi locali. Punto di partenza una piccola via londinese, un tipico cul-de-sac a Sud-Ovest della citta'. Il sistema di Homeport consiste nell'installazione di un cavo, dotato di un sistema di sicurezza, effettuando semplicemente tre fori alla parete del muro di casa. A questo cavo (della lunghezza di 14 metri) possono essere installate fino a 3 scatole cosi' da permettere anche piu' di una consegna.

Mark Lunn, marketing manager di Homeport ha dichiarato che tra i consumatori c'e' ancora una sorta di pigrizia iniziale. "Una volta fatta la prima ordinazione, commenta ancora Lunn, i clienti del campionario dimostrano poi di voler continuare".
Al momento, solo un terzo del campione utilizza il sistema per ricevere merce ordinata attraverso internet, infatti c'e' ancora molta gente che preferisce ordinare per telefono o via fax, e chi addirittura lo usa per ricevere i vestiti dalla tintoria della zona.

Nei piani di Homeport ovviamente la speranza che molte societa' decidano di utilizzare questo nuovo sistema tecnologico per recapitare le ordinazioni. Infatti l'ottimismo arriva anche da una recente acquisizione. Homeport ha stretto un accordo con il gigante dei supermercati Sainsbury's, e le loro consegne sono cominciate gia' all'inizio del nuovo anno. Lo schema di accordo con Sainsbury's include ben 50 'postcode' (codice postale, ndr) nella citta' di Londra e dintorni.
L'installazione del cavo e della scatola, in questa fase del progetto viene a costare sulle 30 sterline (cento mila lire circa), mentre il servizio e' gratuito. E' solo il negoziante che paga a Homeport una sterlina (circa tre mila lire). "Questa sterlina e' molto ben spesa" commentano a Homeport. I retailer possono cosi' pianificare le consegne in maniera piu' libera ed eventualmente se necessario anche di notte, evitando perdite di tempo per cercare parcheggio e spesso aspettare dietro la porte del cliente.

"Purtroppo non si e' ancora venuta a creare una certa confidenza tra il nuovo sistema di consegna e il consumatore", commenta Lunn. Ci vorra' del tempo prima di trovare le strade della citta' piene di scatole magiche.
Un problema e' la diffidenza alla sicurezza e l'altro e' la difficolta di far firmare i contratti dai grandi supermercati. Tesco per esempio, il supermercato con il piu' alto numero di vendite online del Regno Unito, non si e' ancora lasciato convincere dall'utilita' del sistema dichiarando che i loro clienti preferiscono essere a casa al momento della consegna e inoltre ancora di piu' accennano a un certo tipo di relazione che si e' creata tra l'omino delle consegne e i clienti.
Homeport al momento ha in corso altre trattative di concessione del brevetto in Paesi con una forte crescita di consegne a domicilio quali Stati Uniti, Europa Occidentale, Scandinavia, Giappone e Korea. In Italia la scatola magica sara' in commercio per il 2002. Intanto assicurano che dopo Londra un altro progetto pilota e' in partenza a primavera nella citta francese di Lyon.

di Maria Angela Balsamà

Questo articolo e' stato pubblicato originariamente per il mensile Mediaforum, numero di febbraio 2001, con il titolo "Apriti Sesamo". autrice Maria Angela Balsamà.
Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione con qualsiasi mezzo, anche elettronico, di tutto o parte dell'articolo senza autorizzazione scritta dell'autore. L'autore puo' essere contattato al seguente indirizzo di posta elettronica: mari@mail.internation.co.uk

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