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PMI Dome

L'Italia e le nuove tecnologie a servizio del cittadino.

Quanto e fin dove il Governo italiano sta cercando di spingere (o recuperare il terreno perduto) nel mondo digitale.
di Luca De Nardo | 20 marzo 2003

Non vogliamo pronunciarci in merito, né vogliamo stilare una tabella dei buoni e dei cattivi. L'obiettivo è quello di tracciare le linee degli sforzi (non sappiamo se pochi o tanti) compiuti in questo periodo dal Governo Italiano.

Crediamo però che il problema non sia tanto "quanti soldi vengano spesi" o convogliati su progetti per stimolare il mercato digitale, ma piuttosto in che modo e come essi vengano ripartiti e assegnati, utilizzati e valorizzati. L'utilizzo dei fondi per progetti che vivono una tantum, risultando così fini a se stessi, lascia talvolta perplessi o dubbiosi.

Ma non tutto è male. Dobbiamo ricordarci che le funzioni di stimolto dello Stato devono essere anche quelle finalizzate ad intervenire in aree o ambiti dove il mercato dei privati non può o non vuole intervenire per semplici logiche di profitto.
E a tal proposito è proprio di questi giorni l'annuncio di nuovi investimenti nel campo dell'e-learning. Testualmente (come riportato dal sito del Governo italiano):
"Scuola: lezioni on-line per studenti ricoverati.
Gli studenti ricoverati in ospedale per lunghi periodi non perderanno più le lezioni scolastiche durante la degenza. Sei milioni di euro per potenziare con la banda larga la scuola telematica in ospedale, ma anche otto milioni di euro per sviluppare le biblioteche on line, sono le risorse destinate ai due principali progetti dell'intesa siglata oggi tra Letizia Moratti, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, e da Lucio Stanca, ministro per l'Innovazione e le Tecnologie. ... continua >>
"

Il caso specifico delle biblioteche on-line è un problema annoso, dove l'Italia, a pari di altre nazioni occidentali, è rimasta indietro anni luce.
Quasi che, la culla, la sede della cultura occidentale, poco si interessi alla cultura medesima.
L'accesso in senso ampio, anche in modalità virtuale e remotizzato, all'immenso patrimonio italiano, sembra talvolta una chimera lontanamente realizzabile.
La valorizzazione attraverso i canali digitali delle perle letterarie, monumentali, storiche, artistiche in genere, sembra trovare sparute occasioni slegate tra loro e senza intento di continuità.

Gli sforzi comunque portati avanti negli ultimi anni (non solo quindi dal presente Governo, ma anche dai precedenti) non sono tutti da demonizzare o da bollare come poco utili o fallimentari. Si pensi - per esempio - al caso del progetto Italia.gov.it, sicuramente poco conosciuto dai molti e utilizzato marginalmente da quasi tutta la cittadinanza digitale italiana.
O ancora: GazzettaUfficiale.it. In questo caso il cittadino italiano non potrà più dire.... " Ma io non posso comprare tutti i giorni la Gazzetta Ufficiale".

La richiesta remota di certificati anagrafici per alcuni Comuni all'avanguardia come Milano, Roma, Ancona, o il poter accedere ai moduli di iscrizione dei propri figli agli Asili Nido ad esempio per il comune Bassano del Grappa, Carpi, Cuneo, La Spezia, non sono più una cosa impossibile e inesistente.

Conclusioni:
il Ministro Stanca ha annunciato ieri, 19 marzo 2003, nuovi stanziamenti per nuovi progetti: "Dopo aver varato una serie di iniziative di e-Government, sia a livello centrale (Portale nazionale del cittadino, carta d'identità elettronica, etc.) che locale (ben 138 progetti già messi in cantiere d'intesa con Regioni, Province e Comuni), abbiamo approvato iniziative concrete che riguardano cinque aree specifiche: la competitività del Paese, la cultura nazionale, l'educazione e l'alfabetizzazione digitale, la telemedicina e l'e-Government attraverso l'utilizzo più massiccio e proficuo delle tecnologie in rete. Si tratta di azioni che rientrano nelle linee guida che il Governo si è dato per sviluppare la Società dell'Informazione" (Fonte ASCA).

E noi commentiamo - rivolgendoci al Governo - come commentavano le nostre insegnanti a scuola: "Si.... diciamo.... benino, ma potrebbe applicarsi molto di più".
E rivoldendoci ai cittadini italiani diciamo: "Utilizziamo di più quel che ci è stato messo a disposizione, in quanto certamente i servizi che abbiamo qui elencato, non sono conosciuti dalla maggiornaza dei navigatori italiani, e se lo sono, sono poco utilizzati".

Luca De Nardo


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