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PMI Dome

La prima guerra mondiale nell'era di Internet

Cosa sta succedendo e cosa è cambiato in questo periodo di guerra nel mondo delle comunicazioni, dell'informazione e delle relazioni interpersonali.
di Luca De Nardo | 25 marzo 2003

Non è piacevole dover scrivere e riflettere su quanto accade nel mondo Internet sotto la luce della guerra. Tanto meno è per noi facile cercare di mantenere un distacco per analizzare e commentare i numeri o i fenomeni che si stanno verificando sulla rete. Faremo del nostro meglio. Ma come si può ben immaginare, questo periodo (che tutti vorrebbero non doverlo vivere), è caratterizzato da un forte coinvogimento dei media di comunicazione. Ed Internet non ne è escluso. Anzi.

I più importanti siti di informazione stanno registrando dal 30 al 100% in più di traffico ed in alcuni casi si è dovuto rivedere e ristrutturare i siti, alleggerendoli e snellendoli da immagini od orpelli che ne avrebbero appesantito il "delivery" delle informazioni.
Lungi dall'immaginare che Internet possa superare - in questo periodo - la audience della televisione, siti come la CNN e MSNBC - a quanto afferma la Keynote Systems, società di rilevazione del traffico su Internet - stanno registrato fino ad un milione di visitatori in più ogni giorno: numeri non marginali.
L'attenzione del pubblico è ovviamente concentrata sugli avvenimenti della guerra, spostando di fatto la lettura delle informazioni da quelle di tutti i giorni a quelle più specifiche sulla seconda guerra del Golfo.

La graduale "escalation" della guerra non ha causato fenomeni di "quasi collasso" della rete come accaduto in concomitanza a improvvise e inaspettate tragedie (come nel caso dell'11 settembre, dove milioni di persone tentarono di collegarsi a siti di informazioni per leggere o, tremendo, vedere nuove immagini e video del disastro di Ground Zero).

La grande occasione.

Cinicamente analizzando, i siti di informazione che trattano e diffondono informazioni sulla seconda guerra del Golfo, stanno portando avanti una sorta di propria guerra, molto simile a quella che si registra tra i vari network televisivi: la guerra degli ascolti.
E' la loro "grande occasione" per raccogliere visibilità, per proporsi come fonte autorevole sulla rete, collezionare iscritti e contare propri nuovi navigatori che altrimenti nona vrebbero mai raggiunto.
Ma per la legge del contrappasso, i siti di informazione che stanno combattendo la propria guerra di audience stanno vedendo una proporzionale diminuzione degli inserzionisti pubblicitari, che non desiderano associare il proprio prodotto o il proprio brand ad avvenimenti disdicevoli come la guerra.
Sembrerebbe, inoltre - da alcune ricerche non ancora concluse e confermate - che i lettori proverebbero fastidio a dover subire inserzioni pubblicitarie o "interstitial", prima di poter consultare e leggere le notizie sul Golfo.

Il fenomeno dei Blogs dei Marines.

Altro fenomeno assolutamente stravolgente sono i Blog, che giorno dopo giorno, stanno dimostrando la loro potenza. Esisterebbero dei Blog scritti direttamente da Marines stanziati in Kuwait, o addirittura da persone residenti in Bagdad, scrivendo la loro verità.
Si, perché Internet è disponibile anche sul fronte di guerra, così come a poche centinaia di metri dai Palazzi di Saddam.

"Uomo, razza superiore"? Forse meglio dire "Uomo, razza tutta da capire!"

Luca De Nardo


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