Non servono prodotti e tecnologie sempre più avanzati, se non si provvede ad abbassare la soglia di errore umano. La formazione resta ancora la migliore forma di prevenzione.
di CompTIA |
31 marzo 2003
Il problema della sicurezza, e non solo a causa degli ultimi eventi internazionali, sta divenendo sempre più una preoccupazione prioritaria fra le aziende.
Soluzioni e strumenti per garantirla stanno alimentando un mercato quasi costantemente in crescita. Ma non sono sempre le macchine il problema, anzi.
Una recente ricerca realizzata dalla società Nfo Prognostics su commissione del gruppo commerciale Computing Technology Industry Association (CompTIA) e riportata da The Register ed InfoWorld.com, evidenzia come la principale causa di questo genere di problemi in azienda sia più spesso la mancata consapevolezza dei dipendenti, rispetto ad una piccola parte dovuti a malfunzionamenti tecnici:
- nella maggioranza dei casi, oltre il 63%, le violazioni della sicurezza sono riconducibili ad un errore umano
- inoltre sui 638 responsabili aziendali intervistati, solo l'8% assegna a problemi puramente tecnologici la responsabilità di "falle" a livello di sicurezza
Inoltre:
- il 31% degli intervistati dichiara di aver registrato da una a tre violazioni gravi, negli ultimi sei mesi
- il 4% ne ha registrate da quattro a nove nello stesso periodo
- il 3% addirittura 10 o un numero maggiore
L'adeguata conoscenza e formazione del personale resta sempre il principale limite:
- anche se il 66% ritiene che training e certificazioni del proprio staff abbiano migliorato la situazione complessiva della sicurezza aziendale
- è il 22% dei manager ad ammettere di non aver provveduto ad una formazione adeguata per i propri responsabili tecnologici in materia di sicurezza
- il 69% sostiene che poco meno del 25% del proprio organico specifico dispone delle adeguate conoscenze
- e soltanto l’11% può dichiarare di avere dei collaboratori ben formati a livello di sicurezza