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Internet: una storia di guerre, idee, reti e ricerche

Internet è molto più di un mass media. È più di un mezzo di comunicazione. È uno strumento di interazione e relazione eccezionale. È un nuovo protagonista attivo nella nostra società di cui non potremmo più liberarci. Di cui forse non vorremmo più nemmeno liberarci, vittime della sindrome di Stendhal, soddisfatti del nostro tiranno cibernetico e delle novità che ci propone di continuo.
di Patrizia Bertini | 18 aprile 2003

La storia di Internet sembra la conoscano tutti. Almeno la storia recente. Ma come è nata quest’idea di Internet? E poi, perché?
Tutto è cominciato prima degli anni '60, prima della guerra fredda.

Negli anni '40, la fine della seconda guerra mondiale e l'esigenza di avere degli archivi automatici, rapidi e comodi, innescarono una serie di ricerche che hanno anticipato con sorprendente precisione quello che sarebbe successo mezzo secolo dopo: Internet, il Www, l'ipertesto e la Rete.

Siamo nel '45, un certo Vannevar Bush, ingegnere del Mit, Massachussets Institute of Tecnology, teorizzò una macchina analogica in grado di elaborare le informazioni in maniera reticolare e non sequenziale. Esattamente come succede in Internet oggi. Questa macchina fu costruita e fu chiamata Memex. Serviva a meccanicizzare la conoscenza scritta, la comunicazione digitale era ancora quasi da inventare. Fu la prima scintilla che fece pensare ad un nuovo tipo di informazione e di comunicazione.

Ma come funzionava il Memex?
Il Memex era una macchina composta da più lettori di microfilm collegati ed integrati, capaci di cogliere nuove immagini, registrarle e soprattutto associarle alle informazioni già presenti.

… E non è proprio come funziona Internet oggi?

Intanto nel '57, in piena guerra fredda, gli Stati Uniti temono gli attacchi sovietici. Si deve inventare un modo per comunicare e mettere in relazione enti e persone anche in casi di emergenza.
Cosi si inizia a pensare alla Rete, a mettere in comunicazione tanti computer in modo logico: la Darpa (Defence Advanced Research Project Agency) proporne che i messaggi non raggiungano il destinatario tramite un singolo cavo, ma che viaggino attraverso tante macchine collegate in una rete finché non abbiano raggiunto l’indirizzo del destinatario.

In questo, modo anche se una delle macchine fosse danneggiata da un’attacco militare, altre macchine avrebbero potuto supportare e condurre a destinazione il messaggio. E cosi nacque la Rete.

Ma Internet non è solo rete e cavi. È anche ipertesto.
Per questo negli anni '60 Ted Nelson riprende gli studi di Bush, inventa il termine "ipertesto", ipotizza un altro antenato del web e lo chiama Xanadu.
Xanadu era un progetto che mirava al superamento dell’informazione scritta e lineare a favore della sequenzialità della composizione associativa.
Veniva cosi enfatizzata la caratteristica principale dell’ipertesto: la possibilità di raggiungere le informazioni in modo rapido, personale, soggettivo e soprattutto indipendente da qualsiasi ordine logico precostituito da autori e pagine.

Ma è solo nel 1989 che Tim Barners Lee, tecnofilo creativo ed appassionato, inventò il Www presso il Cern di Ginevra. Il progetto di Barners avrebbe dovuto servire per semplificare la trasmissione e la gestione delle informazioni interne del Cern. Ma il progetto piacque. Piacque molto.
E fu l'inizio della rivoluzione di cui siamo i protagonisti.

Patrizia Bertini
Webaccessibility Consultant & trainer - Consulente e ricercatrice indipendente nel settore dell'accessibilità web


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