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Come deve essere fatto un banner per essere efficace? - parte I

Qualche considerazione utile per fare chiarezza e per avere un click di "valore" che consenta di poter incrementare la vendita di prodotti/servizi.
di Emanuela Pasino - Marcello Tansini | 05 maggio 2003

Nonostante le critiche, le proposte di nuovi strumenti, il banner resta sempre una delle forme pubblicitarie più utilizzate nell'online, lo confermano anche le ultime statistiche.
Ma non sempre le aziende riescono a sfruttare questo strumento in modo adeguato, e questo rientra anche nell'esperienza di molti di coloro che sono in contatto con aziende "sponsor" interessate ad utilizzare i banner come veicolo pubblicitario per i propri prodotti o servizi.

Come afferma anche Marcello Tansini di Webmasterpoint.org:

"Molto spesso alcune aziende mi chiedono di progettare a livello marketing dei banner. Purtroppo, quello che generalmente riscontro è una grande confusione, all'interno delle aziende stesse (e quel che è peggio nelle agenzia pubblicitarie) tra il valore di una impression, di un semplice click e di un click 'voluto e desiderato'.

Questa situazione è dipesa principalmente dal fatto che negli anni del boom di Internet si è pensato spesso, secondo me, che gli utenti internet fossero eccessivamente ingenui. L'equazione era sostanzialmente questa: più il banner è strano, più manda messaggi di "alert o attenzione", più è cliccato. Ed ecco l'origine delle figurine da "colpire" con un puntatore a forma di pistola o dei messaggi di "alert, pericolo virus" o ancora dei falsi form da selezionare.

Erano sicuramente banner cliccati, ma il click generato non aveva nessun valore, portando ad un sito in maniera subdola, il più delle volte senza nessun reale interesse dell'utente che pur aveva cliccato."

Cosa è cambiato ora?
Sicuramente i formati si sono evoluti, ma non sempre di pari passo con una giusta cultura e la giusta creatività:

"Negli anni della crisi si è pensato a nuove soluzioni più efficaci, per giungere, con il pensionamento del vecchio formato 468x60, a banner grandissimi, animazioni in flash immense, pop-up e pop-under grandi come intere pagine.

Stiamo parlando, utilizzando un gergo da addetti ai lavori, dei banner grattacielo o sky-scraper (120x600 pixel) che ricoprono un'intera colonna di una pagina web, degli overlay (famosi in Italia quelli di Microsoft) ossia animazioni in flash che si caricano in sovraimpressione su una pagina web, e dei pop-under che in realtà, invece di essere riquadri pubblicitari di 200x200 pixel, sono la homepage stessa dei siti che si vogliono pubblicizzare."

Ma il peso di una certa mentalità nell'uso di questi strumenti resta.
Lo strumento non è mai dannoso o vantaggioso di per sè, dipende dall'uso che ne viene fatto; concetto quasi banale ma forse per questo sottovalutato.

Continua Tansini:

"Il ragionamento alla base è, semplicisticamente, questo: se l'utente non clicca più, proponiamo formati pubblicitari più grandi, talmente grandi da riempire la pagina, il click sarà quasi obbligato.

Ed in effetti i click ci sono, ma a cosa servono quando non si sa mai se sono click realmente voluti, di utenti veramente interessati, o invece frutto di errore e/o distrazione.
Invece i banner di grandi dimensioni possono essere interessanti solo se inseriti nel giusto contesto, se compaiono nei modi e nei tempi giusti, rispettando l'utente e, soprattutto, se servono più per diffondere il brand aziendale che per aumentare le vendite."

...continua

Emauela Pasino - Marcello Tansini

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