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PMI Dome

I digital marketplaces: le fonti di ricavo - parte VII

Un breve approfondimento per capire quali possono essere le fonti di guadagno per un marketplace.
di Fabio Ulgiati

A fronte dei servizi offerti alle proprie partecipanti, i marketplaces basano la propria sopravvivenza su diverse fonti di ricavo:

  • Commissioni sulle transazioni
  • Commissione fissa di associazione
  • Commissioni sui servizi commerciali
  • Commissioni collegate ai servizi complementari

Da ricerche effettuate, risulterebbe che le entrate per i marketplaces, derivanti dalle commissioni sulle transazioni, continuano a diminuire nel tempo, contro quindi le prime stime fatte su tale tipologie di entrate, fino a poco tempo fa considerate come le principali fonti di guadagno.

Un'altra categoria di fonti di entrata per i marketplaces, è quella determinata dalle quote fisse di partecipazione (fee), che possono poi variare in base ai servizi offerti e che l'impresa decide di sfruttare. E' anche vero che alcuni marketplaces nel tempo, allo scopo di coinvolgere un numero sempre crescente di nuove imprese, abbiano deciso di non richiedere più sia le commissioni sulle transazioni, sia le quote associative e quindi tali fonti di ricavo vengono a mancare.

La terza categoria di entrate per i marketplaces, è quella relativa alle commissioni sui servizi commerciali, che possono distinguersi in finanziari e logistici.
Nel primo caso, le entrate si riferiscono al servizio di automazione dell’ordine d’acquisto, alla conferma e fatturazione dello stesso ed infine alla possibilità per le imprese partecipanti, di poter integrare la procedura degli ordini online con il proprio sistema di contabilità.
Le entrate per il marketplace, aumentano poi, se lo stesso offre anche un servizio d’assicurazione, di garanzia e di deposito per le merci acquistate.

Per quanto concerne il secondo caso, le entrate si riferiscono al servizio della gestione di tutto il processo logistico di consegna delle merci acquistate, a partire dalla gestione dei documenti di trasporto, alla possibilità di essere costantemente informati sullo stato delle consegne, sino alla consegna vera e propria delle merci, ottenendo anche dei risparmi di costo quando il marketplace provvede ad accorpare diverse consegne destinate ad imprese dislocate in zone geograficamente limitrofe.

Occorre però sottolineare che anche tali commissioni non possono da sole garantire nel futuro, la sopravvivenza dei marketplaces in quanto molti di essi, onde assicurare servizi ottimali alle imprese partecipanti, tendono a delegare tali servizi in outsourcing, e quindi ad aziende specializzate che abbiano maturato competenze tecniche specifiche per la fornitura di tali servizi.

L'ultima tipologia delle fonti di guadagno per i marketplaces, ed in cui sono state riposte molte speranze dagli analisti nel recente passato, è quella rappresentata dalle commissioni applicate sui servizi collaborativi.
Al di là di classificazioni o scelte strategiche, l'importante appare dunque individuare, a seconda del proprio mercato di riferimento, il modello di business che permetta di individuare fonti di guadagno durature nel tempo e compatibili con le caratteristiche delle aziende che si vogliono coinvolgere nel marketplace.

Fabio Ulgiati

Fabio Ulgiati
laureato in Economia e Commercio con tesi sperimentale in Tecnica Industriale e Commerciale dal titolo “Evoluzione dei rapporti di B2B tra PMI”, ha collaborato, in tale ambito, a due progetti di ricerca universitaria svolgendo anche attività di consulenza per un corso finanziato dal F.S.E.
Attualmente collabora con la C.C.I.A.A. di Latina, come vincitore di una borsa di studio per il progetto di ricerca, studio e promozione del territorio denominato “Osservatorio Economico”, in collaborazione con il Nomisma di Bologna.


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