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PMI Dome

BREVI DALLA RETE: Il Ministro Stanca scommette sulla firma digitale

Entro la fine dell'anno previste un milione di firme digitali per il raggiungimento di uno degli obiettivi della legislazione.
Redazione PMI-dome | 10 giugno 2003

Continuano le iniziative e gli interventi a livello istituzionale per promuovere e favorire la diffusione della firma digitale. Questo è emerso anche dall'intervento del ministro per l'Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca che - ad un convegno organizzato dalla Camera di Commercio di Milano alla vigilia dell'entrata a regime del nuovo Registro Telematico per le Imprese - ha affermato che "L'Italia non solo è all'avanguardia in Europa per diffusione della firma digitale ma, soprattutto, vedrà raggiunto e superato uno dei 10 obiettivi di legislatura, ossia di avere entro la fine dell'anno un milione di firme digitali. Ad oggi, infatti, sono 800 mila i dispositivi già emessi".

Il ministro ha quindi sottolineato l'importanza della firma digitale: "attribuendo valore giuridico al documento informatico, essa genera la dematerializzazione della documentazione cartacea; favorisce la velocità dei processi; consente una riduzione dei rischi di mancata ricezione; determina minori costi (di carta, spedizione, archiviazione), con risparmi che Carlo Sangalli ha quantificato in 260 milioni di € l'anno. Contestualmente per la Pubblica amministrazione la firma digitale è uno strumento di efficienza per abbattere la burocrazia e la trasmissione di documenti in forma cartacea, mentre per il settore privato è anche uno strumento centrale per lo sviluppo dell'e-Business".

La presentazione del nuovo Registro Telematico delle Imprese è stata occasione per sottolineare l'attenzione dedicata nel nostro Paese ai progetti di e-Government (134 quelli già avviati).
A proposito del Regisrto Stanca ha sottolineato come "la progressiva sua apertura alla consultazione in Rete è uno degli esempi più eclatanti prodotti dall'e-Government, in quanto consente il trasferimento in formato digitale di gran parte delle informazioni raccolte e gestite dalla Pubbliche amministrazioni. Si tratta di patrimoni informativi di eccezionale valore non solo per l'innovazione dei servizi pubblici, ma per la stessa attività economica nazionale nel suo complesso".

La politica per l'innovazione fin qui promossa ed i molti progetti a cui hanno aderito istituzioni centrali ed Enti locali, hanno portato in Rete oltre 20 milioni di cittadini e reso disponibili alle imprese ben 80 servizi pubblici considerati 'prioritari'.
"È il più rilevante investimento tecnologico mai realizzato nella pubblica amministrazione italiana per valore (492 milioni di €, di cui 120 co-finanziati dal ministro per l'Innovazione e le Tecnologie), per capillarità e per ampiezza", ha ricordato il ministro.

Non solo, ha concluso Stanca, ma "la gara europea per le migliori pratiche di e-Government ha visto ben 13 progetti italiani definiti tra le 65 migliori pratiche presentate da 20 paesi europei, in vista della Conferenza Europea sull'e-Government che ho promosso a Como per il 7 e l'8 luglio prossimo, presenti una quarantina di delegazioni straniere, confermando così come l'Italia sia il più dinamico laboratorio europeo di nuove applicazioni di e-Government".

Dati confermati anche da una recente ricerca dal titolo Le istituzioni della net economy della Camera di Commercio di Milano che ha rilevato come l'Italia si distingua per la presenza on-line delle amministrazioni locali, essendo al quarto posto (93%) solo dopo Svezia, Austria e la Corea del Sud (100%).


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