Una nuova angolazione che ritrae e descrive il mondo Internet in Italia. Numeri e valutazioni sul sesso dei navigatori. Tra conferme e nuovi elementi.
di CENSIS |
16 luglio 2003
Secondo l'ultima edizione del Rapporto "Cittadini
Digitali" del CENSIS - presentata a maggio al Forum PA 2003
- i dati del mondo Internet italiano sono i seguenti:
- gli utenti di Internet in Italia nel 2003 sono circa il 32% della popolazione;
- la popolazione navigatrice risiede principalmente al Nord, 34,5% distanziando di diversi punti il Sud, con una percentuale
del 29%. L'aspetto interessante che emerge è il tasso di crescita
dei nuovi utenti al Sud rispetto al Nord. Infatti nel meridione i "le nuove connessioni" crescerebbero ad un ritmo del 15% contro un timido
10% del settentrione.
- il livello culturale nel 2003 degli utenti Internet vede
- il 23,8% dei cittadini con licenzia media usa Internet
- contro un 50,8% dei diplomati
- e un 77,5% dei laureati
- l'84,6% degli studenti va in rete rispetto al 46,5% degli occupati
e del 37,7% dei disoccupati. Dato particolarmente interessante, quello
degli studenti, che anticipa il livello futuro di uso della
rete nel mondo della popolazione produttiva.
- Le casalinghe sembrano essere la categoria discriminata nella rete:
solo l'8,3% di esse utilizza Internet, anche se potenzialmente, potrebbero
essere in futuro l'85,3%
Dalla ricerca emerge, dunque, che gli italiani non sono ancora "un
popolo di navigatori" e che tra gli utenti esiste anche un forte squilibrio
legato al genere, inteso non come fattore discriminante in se stesso, ma come
eco della situazione della società italiana in genere (bassa crescita
demografica e conseguente invecchiamento della popolazione, famiglie mononucleari,
forte disoccupazione e ridotta percentuale di laureati, fattori dipici del "Digital
Divide") e di specificità culturali in particolare.
Le donne sono interessate più agli aspetti pratici e meno
a quelli tecnologici. A suffragare questo dato basta considerare - ad esempio - che le donne conoscono il CUP (Centro Unificato di prenotazione) ma sanno poco
della firma digitale. Aspetto comunque positivo, che dimostra come le donne
abbiano un corretto approccio verso l'ICT, finalizzato
a migliorare la qualità della vita piuttosto che visto come fine a se stesso.