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PMI Dome

I Dialer, questi sconosciuti (o ben conosciuti…) - Parte I

Piero Morelli torna tra le pagine di i-dome.com. E questa volta chiarisce e ci racconta cosa sono e come funzionano i famigerati Dialer.
di Pietro Morelli

Cosa sono

Come già accaduto in precedenza in altri ambiti, una minaccia del mondo "reale" si è "spostata" nel mondo "virtuale": la possibilità di incorrere in bollette salatissime qualora si compongano numeri a pagamento nazionali, i cosiddetti numeri telefonici a valore aggiunto, (con prefisso 899, 166, 709) o internazionali: fenomeno già ampiamente noto per via delle chat line erotiche pubblicizzate su riviste e TV.

La medesima minaccia, che oggi imperversa massicciamente sulla Rete, è rappresentata dai cosiddetti dialer, letteralmente compositori automatici, i quali, parzialmente "nascosti" in un file .exe autoinstallante, con massimo due nostri incauti "click" sono capaci di disconnetterci il pc dal provider al quale siamo connessi e connetterci ad un nuovo provider pre-impostato, con un costo che si aggira intorno ai 3 euro al minuto.

Rischio potenziale aggiuntivo: ad ogni nuova successiva connessione alla Rete, in alcuni casi, non verrà più utilizzata la nostra usuale connessione al provider solitamente scelto ma verrà attivata, come predefinita, quella al provider pre-impostato, con i conseguenti aggravi in bolletta.

Come funzionano

L’esca è costituita da banner colorati e dalle promesse accattivanti, al limite della pubblicità ingannevole ("scarica gratis loghi, suonerie, foto di modelle, trucchi per playstation,…"), ormai disseminati ovunque sul web, in particolare sui maggiori portali e motori di ricerca, i quali, una volta cliccati, operano un redirect dell’utente su siti sui quali è possibile scaricare il materiale d’interesse, previo download o immediata esecuzione di un piccolo software (contenente il dialer).

La "trappola" è quasi scattata…dare il proprio consenso all’apertura o al download del programma e, dopo poco, eseguirlo fa sì che la connessione in corso venga disattivata a favore di una nuova, verso un nuovo provider, con un costo al minuto che si aggira, come detto, sui 3 euro.

All’inserimento dei numeri della propria carta di credito, di user name e password e al posto di altri complicati sistemi di pagamento online (poco praticabili e dai risvolti complicati) si è, dunque, sostituito il dialer: chiunque, poco esperto della Rete, quindi soprattutto i minorenni, privo di credit card ed allettato dalla parola "gratis", può essere facile preda di un dialer "in agguato".

Dov’è il business

Tutti i siti sui quali è possibile scaricare i dialer recitano, "orgogliosi", questa frase: "La connessione è diretta ad un numero telefonico a valore aggiunto e l'utente paga solo un costo proporzionale al tempo di collegamento".

Nulla da obiettare, salvo il fatto di domandarsi per chi sia il valore aggiunto (per chi chiama o per chi, quel numero, ha attivato?)…

Al di là della facile ironia, effettivamente, i numeri con i prefissi di cui più sopra sono denominati tali e rappresentano un business non indifferente, con connessioni che possono andare da un minimo di 8 minuti ad un massimo di 75, con una tariffazione al minuto di circa 2 euro più IVA.

Quali sono gli attori coinvolti in questa "catena del valore"?

L’intera "operazione dialer" nasce, dapprima, con la richiesta e l’attivazione di questi numeri ad hoc (gli ormai noti "numeri telefonici a valore aggiunto"), con tariffazione particolare, susseguentemente v’è sempre, a monte, una società che sviluppa tutta una serie di dialer (non sono altro che piccoli programmi con estensione .exe, degli eseguibili) tematici (consentono di connettersi ad archivi con materiale relativo a sesso, suonerie, loghi, trucchi per playstation, sfondi, wallpaper,…) offerti in uso, in un secondo momento, ai webmaster, che a loro volta li "propongono" agli utenti dei propri siti.

Già…, perché l’anello forte della catena, la leva principale di diffusione virale dei dialer, il motore propulsore della effettiva divulgazione sono i webmaster, attraverso i siti gestiti, allettati da una percentuale (tra gli 0,60 e 0,80 euro) sulla connessione effettuata dall’utente, attraverso i dialer, agli archivi gestiti dalla società che li produce o da una società terza (fornitrice dei contenuti: loghi, suonerie, materiale pornografico, ecc…).

Chi ci guadagna, insomma? In primis gli operatori di telefonia, e via via a seguire le società che producono i dialer (ricevono una percentuale sulle telefonate ai numeri a valore aggiunto attivati, vedi infra), le società che forniscono i contenuti a cui si accede via dialer (hanno un ritorno in termini di user session, rivendibili agli inserzionisti pubblicitari), i webmaster (destinatari di una percentuale sul traffico generato ed incentivati a diffondere il più possibile i dialer attraverso i siti da loro gestiti).

Chi fa "girare" l’intero meccanismo? L’utente finale, colui che attivando il dialer paga costi di connessione stratosferici, ripartiti, in percentuale, tra tutti gli attori della catena.

Su alcuni siti si è addirittura proceduto ad innescare, su tutta l’operazione dialer, una logica di multilevel marketing: consentendo a chi (webmaster) diffonde ulteriormente i dialer di guadagnare anche sui guadagni di altri soggetti che si riescono a coinvolgere, creando una catena multilivello.

Pietro Morelli

Pietro Morelli -ICT Business Analyst.
Si occupa di e-strategy, web-marketing, usabilità delle interfacce (web, mobile) e diritto dell’ICT. Ha operato come E-Business Consultant nella società multinazionale di consulenza Cap Gemini Ernst & Young Consulting. Attualmente riveste il ruolo di ICT Business Analyst in una nota società di consulenza direzionale.
Cura su "NetJus" la rubrica "E-Business e dintorni" ed è Responsabile del sito "Notaio.org". Suoi articoli sono presenti on-line anche sulla rivista Diritto.it e sul quotidiano Punto-informatico.it.

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