Nonostante sia un ambito sempre più importante per le aziende, alla crescita di consapevolezza non corrisponde quella dei budget.
di Ernst & Young |
09 settembre 2003
Secondo uno studio realizzato da Ernst & Young
dal titolo "2003 Global Information Security Survey", le aziende
(1440 quelle coinvolte come campione rappresentando così 26
settori e 66 paesi) sono consapevoli dell'importanza che ha assunto il problema
della sicurezza, soprattuto quando si utilizzano sistemi informatici
e nuove tecnologie, ma nonostante questo, continuano ad investire poco per proteggersi.
Stando infatti ai risultati della ricerca:
- a livello globale il 90% delle aziende sa che la sicurezza
in azienda risulta elemento fondamentale al fine di raggiungere i propri
obiettivi di business
- in Italia tale percentuale scende al 57%
- tuttavia i budget dedicati a questo come ad altri ambiti risultano
limitati: oltre il 50% delle aziende ritiene proprio il budget
ristretto l'ostacolo principale ad una corretta tutela delle informazioni
aziendali
- secondo il 60% delle imprese interpellate (30% in Italia)
afferma che il ROI non viene mai o quasi mai preso in considerazione
in fase di decisione degli investimenti necessari per la sicurezza dei sistemi
informativi
Inoltre l’indagine ha evidenziato una notevole differenza tra le tipologie
di spesa in sicurezza IT:
- l'87% delle aziende italiane pone al primo posto la spesa in tecnologia
- lo stesso avviene per l'83% delle aziende a livello internazionale
- solo il 10% delle imprese italiane riconosce l’importanza di investire
nella formazione dei dipendenti
- ne tiene invece conto il 29% a livello internazionale
Molti manager infine non sono sufficientemente attenti a fenomeni altrettanto
importanti che riguardano la sicurezza: frodi di dipendenti o ex-dipendenti;
collegamenti di rete attraverso sistemi non affidabili; furti
di hardware, punti di accesso wireless non sicuri. Fattori che danneggiano soprattutto
colpendo la reputazione e quindi l'affidabilità aziendale:
- di questo si preoccupa solo il 33% delle imprese italiane
- mentre è il 47% delle aziende a livello mondiale a tenerne
conto