7 settembre 1998: per poter incassare un assegno di 100.000 Dollari con cui il fondatore di Sun Microsystems, Andy Bechtolsheim, voleva sostenere il loro progetto dopo essersi entusiasmato per una presentazione, Larry Page e Sergey Brin, due studenti dell'università di Stanford, danno ufficialmente vita a Google, Inc, la società alle spalle del motore di ricerca Google (si pronuncia gùgol).
Quello che però i due studenti, oggi entrambi trentenni, non potevano immaginarsi è che in cinque anni questo loro esperimento universitario (un sistema capace di recuperare le informazioni sul Web, catalogarle e fornirle con precisione agli utenti che le richiedono attraverso un'interfaccia online) ha di fatto rivoluzionato in tutto il mondo il modo di cercare informazioni: "google it", nella lingua inglese, è un neologismo usatissimo quando si tratta di cercare informazioni, mentre in molti casi sono state proprio le informazioni trovate con Google a favorire processi giudiziari o scoop giornalistici.
Buon compleanno, quindi, Google.
Un motore di ricerca che ha da subito ispirato simpatia, vuoi per il nome (che
i non inglesi hanno storpiato in tutte le maniere), vuoi anche per il modo in
cui ha conquistato le luci della ribalta: niente faraoniche campagne pubblicitarie
per portare, alla fine degli anni '90, questo motore a soppiantare nei cuori
degli utenti i vari Altavista, Lycos, Excite, Yahoo… bensì il passaparola tra
gli utenti, eccitati dall'elevata qualità dei risultati offerti da un sito dall'interfaccia
spartana, che non proponeva loro anche e-mail, spazio web, oroscopo, come si
ostinavano a fare altri motori (o pseudo tali).
Oggi Google, che ha sede a Mountain View, nel cuore della Silicon Valley, è un colosso che risponde ad oltre 200 milioni di richieste ogni giorno (oltre 2300 al secondo), con interfacce in 88 lingue ed un database di oltre 3,3 miliardi di documenti tra pagine web, documenti Office, pdf, immagini… grazie ad un cuore costituito da una decina di datacenter veramente particolari: niente supercervelloni tipo Nasa, troppo costosi per una start-up, ma una rete di decine di migliaia di server low cost uniti tra loro all'insegna de "l'unione fa la forza".
Stesso motto anche per quello che riguarda i dipendenti: Brin e Page, fermamente
convinti che un dipendente soddisfatto sia un dipendente più produttivo, hanno
previsto condizioni di lavoro che per molti sono veramente un sogno:
cibo gratis (con gelato a volontà); area fitness con piscina, tavoli da ping
pong e servizio massaggi; ma, soprattutto, la possibilità di poter trascorrere
il 20% del tempo di lavoro in attività ricreative, senza contare poi i benefit
di tipo previdenziale (molto ambiti oltreoceano).
Il Googleplex, così è chiamato lo stabile che ospita oltre 1.000 dipendenti,
come una sorta di paradiso in terra, quindi; e la nuova sede, sempre a Mountain
View nei palazzi di SGI, non sarà da meno. Non è un caso che sono quindi migliaia
i curricula inviati da tutto il mondo.
Tutto rose e fiori? In realtà anche in casa Google non mancano i problemi, alcuni dovuti curiosamente proprio al grande successo riscosso in questi anni (negli States oltre il 75% delle ricerche online finisce per essere soddisfatta da Google, attraverso Google.com oppure attraverso i suoi parter, Yahoo ed AOL su tutti; immancabili le prime accuse di monopolio), altri dovuti ai recenti rafforzamenti della concorrenza.
Un player, in particolare, da partner
(nonché da socio, visto che ne possiede una quota) rischia di diventare il
più serio concorrente: Yahoo.
Dopo aver acquistato ad inizio 2003 la tecnologia di ricerca nel Web di Inktomi
(che Yahoo aveva abbandonato nel 2000 proprio a favore di Google), Yahoo nel
corso dell'estate ha formalizzato l'intenzione di acquistare Overture,
il più importante player del keyword advertising pay per click, principale concorrente
degli AdWords di Google, entrando in possesso anche di Altavista e dell'unica
tecnologia di ricerca che secondo gli analisti può rivaleggiare con Google,
quella della scandinava FAST, che Overture si era portata a casa in primavera.
Altro fronte da temere potrebbe essere Microsoft, che ha cominciato a sviluppare una propria tecnologia di ricerca online da utilizzare per il proprio portalone MSN (attualmente parzialmente affidata ad Inktomi, ora scomodo perché di proprietà di un concorrente diretto); il vero rischio per Google si nasconde dietro al vero obiettivo di questo progetto Microsoft, ovvero integrare questa nuova tecnologia di ricerca nel futuro sistema operativo che dovrebbe sostituire XP (nome in codice Longhorn, con rilascio previsto nel 2005) in maniera da avere la ricerca locale abbinata alla ricerca nel Web, così da fornire una nuova e migliore search experience agli utenti (immaginatevi poi un aspetto correlato: trovarvi link sponsorizzati anche quando cercate in locale: pc, intranet, e-mail…).
In Google prendono ovviamente nota ma proseguono per la loro strada, grazie ad una divisione ricerca & sviluppo (Google Labs) cui non manca certo le idee: dalla nuova release dell'usatissima Google Toolbar (che, oltre all'utile funzione di blocco dei pop-up, consente anche di sostituire con quella di Google la ricerca di default di Internet Explorer) alle news aggiornate in tempo quasi reale (con tanto di alert via e-mail); dalla funzione di calcolatrice e traduttore universale a quella di elenco telefonico online… l'unico limite, per gli ingegneri di Google, sembra essere solo la fantasia. Ma finché tutte queste idee avranno come focus il facilitare gli utenti a trovare online esattamente ciò che cercano, per Google non ci saranno mai ostacoli troppo alti da superare.
Buon compleanno ancora, Google.
Marco Loguercio
| Marco Loguercio - già nella divisione digital marketing in DNM Spa e successivamente in WMC (InferentiaDnm Group), ora fondatore ed amministratore della search engine marketing agency "SEMS - Il mestiere dei motori", dal 1998 si occupa professionalmente di promozione e visibilità attraverso i motori di ricerca. E' autore del libro "Le nuove vie del marketing digitale" (HOPS Libri. in libreria). |