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PMI Dome

I CFO italiani hanno la possibilità di ridurre la spesa per le soluzioni di data networking

Secondo un'indagine di Vanco Italia, la metà circa dei responsabili finanziari italiani spende più del necessario per il networking vincolando i propri contratti a un unico carrier.
di a cura di Francesca Girolfi | 16 settembre 2003

Vanco Italia, nel proporre ai propri clienti, acquisiti o potenziali, nuove soluzioni per il networking, ha realizzato una ricerca di mercato che evidenzia come nel nostro Paese il problema della gestione della banda aziendale sia ancora tra le spese critiche da affrontare.
Molte imprese hanno sperimentato la difficoltà di individuare career che offrano condizioni economiche competitive e un servizio qualitativamente valido, soprattutto in vista della possibile (e spesso sperata) crescita dell'azienda.

Secondo i dati raccolti dalla società, i CFO delle aziende italiane hanno la responsabilità finanziaria sulle decisioni relative ai budget da destinare alle soluzioni di rete e, in genere, finiscono con lo spendere cifre superiori a quelle potenzialmente disponibili grazie all' aggiornamento tecnologico disponibile sul mercato.

Monitorando la spesa affrontata per il networking dalle aziende italiane di ogni settore, è emerso come la metà circa dei dipartimenti finanziari/IT intervistati abbia riscontrato difficoltà nell'ottenere condizioni economiche favorevoli nel settore delle telecomunicazioni a causa di rigidi e antieconomici contratti a lungo termine.

Nell'ultimo anno, il costo delle tecnologie di networking, in Europa e anche in Italia, è calato notevolmente; nonostante questo, molte aziende legate per contratto ad un unico carrier si trovano, al termine della durata stabilita, ad aver pagato più del prezzo disponibile sul mercato. Inoltre, sia che il servizio venga gestito internamente piuttosto che dal carrier stesso, ben poco viene fatto per gestire a costi prevedibili i cambiamenti allo scenario iniziale, come aggiungere nuovi siti, fronteggiare fusioni o acquisizioni soddisfare le esigenze di nuovi sistemi che richiedono una maggiore quantità di ampiezza di banda.

Inevitabilmente, le spese per le reti finiscono quindi per sforare i budget stabiliti.
"Siamo rimasti veramente stupiti dalle spese eccessive sostenute da alcune aziende. I costi di gestione di una rete dati business-critical assommano tipicamente al 10-15% circa del budget IT di un'azienda; tuttavia, un'enorme quantità di denaro utilizzabile proficuamente per altre esigenze viene male utilizzata a causa di accordi svantaggiosi", ha affermato Marco Milan, General Manager di Vanco Italia. "Ad esempio, raramente vengono condotti test accurati sull'ampiezza di banda, in quanto è interesse del carrier vendere al cliente quanta più banda possibile. Spesso viene fornita una banda fissa per l'intera rete nonostante il traffico sia variabile. Come risultato, le reali necessità risultano spesso sovrastimate e le aziende finiscono per pagare molto più del necessario".

La società ritiene che vi sia principalmente un problema di informazione, ovvero di disinformazione. I responsabili finanziari delle aziende italiane non avrebbero infatti - troppo spesso - accesso a dati indispensabili per comprendere come spendere bene il proprio budget.

Vanco - a seguito dell'analisi dei dati - ha elaborato un piccolo "programma" che può essere utile spunto di riflessione per riuscire a controllare le spese inutili e migliorare i risulati ottenuti:

  • Evitare contratti a lungo termine a prezzo bloccato con un carrier e ottenere per l'intera durata del contratto i prezzi di mercato più bassi
  • Negoziare prezzi fissi per modifiche e spostamenti all'interno della soluzione iniziale
  • Verificare che il progetto della rete supporti una domanda di banda variabile
  • Negoziare contratti che non prevedano penali in caso di recesso
  • Verificare che il dipartimento IT sia conscio delle implicazioni in termini di costi delle nuove tecnologie

Data l'importanza del networking per le imprese che affrontano un mercato sempre più competitivo ed in continuo mutamento, questi semplici consigli possono essere utili almeno come spunto di riflessione.

a cura di Francesca Girolfi


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