Ho incontrato Marcello durante l’estate, mentre studiava e si
arrovellava per trovare le soluzioni migliori per la sua idea.
Il suo progetto era di rendere il proprio sito, www.prontospesa.it
accessibile, ovvero renderlo fruibile a tutti , indipendentemente dalla dotazione
tecnologica e dalle caratteristiche degli utenti. Quando ci siamo visti, Marcello
era già ad un ottimo punto e l’obiettivo era chiaro e definito. Ed i risultati
sono decisamente interessanti (nde - i-dome.com pubblicò subito
la notizia del
nuovo servizio).
Prontospesa.it è fra i primi siti di e-commerce italiani che promette, permette,
e consente un ottimo livello di accessibilità, semplificando notevolmente la
gestione di uno dei compiti più faticosi e noiosi per molte persone disabili
come la spesa settimanale.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ma è interessante conoscere il percorso
e l’esperienza di chi crede attivamente nell’accessibilità e che ha fatto del
proprio ideale di democratico accesso alle informazioni un’esperienza concreta,
testando sulla propria pelle cosa voglia dire oggi "fare davvero accessibilità".
Cosi ho fatto qualche domanda a Marcello, ricavandone un’intervista che racconta molto più di quanto non dicano le parole, fornendo interessanti ed utili stimoli di riflessione a tutti coloro che credono nell’accessibilità.
1. Marcello, come mai ti sei avvicinato all'accessibilità e come ti é venuta in mente l'idea di rendere il tuo sito accessibile?
R. "L'accessibilità? Basta pensarci". L'ho letto
in un articolo scritto da Anna Masera per La Stampa. Un motto, ma anche l'approccio
migliore alle tematiche dell'accessibilità da parte delle aziende e della pubblica
amministrazione.
Nel mio caso, le prime riflessioni sull'accessibilità sono nate dalle conversazioni
con alcuni clienti non vedenti. Fino ad allora avevo puntato sul layout, l'usabilità,
la leggerezza delle pagine web e sul sistema migliore per trattenere i clienti
in un sito di e-commerce.
Parlando con loro, ho scoperto che esistevano problematiche legate alla navigazione
con gli strumenti che usano i non vedenti, ma anche i disabili motori. Mi si
è presentato un mondo nuovo, con le sue regole e i suoi concetti, una sfida
professionale oltre che una priorità inderogabile: far sì che chiunque potesse
fare la spesa via Internet, al di là della tecnologia utilizzata per navigare
nel sito ProntoSpesa.
2. Quali sono state le difficoltà maggiori che hai incontrato? Ci sono stati degli aspetti nella realizzazione del sito o nella promozione che ti hanno creato difficoltà?
R. La difficoltà maggiore è stata la mancanza di esempi pratici
da seguire.
In Italia nessun supermercato online aveva intrapreso la strada dell'accessibilità,
e neanche tra gli altri siti di commercio elettronico ho trovato lavori a cui
ispirarmi.
L'unico caso esistente era la versione accessibile di Tesco.com, colosso
inglese tra i supermercati online. L'esempio di Tesco non è stato però molto
utile: si tratta di una realizzazione piuttosto datata e incentrata sul concetto
del sito testuale che non condivido assolutamente.
L'unica strada era quella di imparare dagli esperti del settore. Ho raccolto
materiale, testi e idee, in un periodo in cui in lingua italiana c'era ancora
pochissimo in circolazione.
3. Sebbene l'iniziativa sia recente, hai già avuto dei feedback da parte degli utenti e dei clienti?
R. Ho avuto riscontri positivi da parte degli utilizzatori del sito che erano già clienti, ma anche da navigatori disabili arrivati dai motori di ricerca. Molti complimenti e il rammarico che il servizio ProntoSpesa sia attivo soltanto a Torino.
4. Hai già dei risultati e delle statistiche sugli accessi e le vendite derivate da questa tua iniziativa?
R. Le statistiche di accesso al sito accessibile sono incoraggianti,
se si pensa che è ufficilamente online da poco più di un mese. Al momento rappresentano
il 10% delle visite totali.
Per quel che riguarda le vendite, sono ancora pochi gli utilizzatori abituali
del sito accessibile. Sicuramente la diffusione del concetto di accessibilità
come semplicità funzionale, allargherà il target a tutti coloro che hanno
ancora poca dimestichezza con lo strumento Internet.
5. Con il senno di poi, rifaresti il tuo sito esattamente cosi come lo hai realizzato o ci sono degli aspetti che modificheresti o non considereresti più? e perché?
R. ProntoSpesa accessibile ha appena qualche mese di vita. Di
solito dopo un anno comincio a ripensare ai lavori intrapresi, e a rivederli.
Al momento non cambierei nulla.
Sono orgoglioso del risultato ottenuto: abbiamo raggiunto un livello ottimale
di accessibilità, senza tralasciare la cura grafica. ProntoSpesa accessibile
è funzionale, veloce, personalizzabile in base alle esigenze e alle problematiche
individuali.
Oggi prenderei di nuovo anche la decisione più dura: quella di avere una versione
parallela del sito.
6. Puoi essere considerato un pioniere dell'e-commerce accessibile italiano, come definiresti la tua esperienza ?
R. È stata un'esperienza proficua a livello personale e professionale.
Mi sono avvicinato per la prima volta alle problematiche sociali, e mi sono
accorto che ogni azienda, con un minimo sforzo, può realizzare prodotti e servizi
che contribuiscono a migliorare la qualità della vita delle persone più in difficoltà.
Dal lato professionale ho arrichito moltissimo le mie conoscenze tecniche, sperimentato
soluzioni e linguaggi che saranno utili anche per le prossime versioni del sito
ProntoSpesa.
Ho imparato anche a conoscere il mondo delle organizzazioni non profit, e mi
sono accorto che imprese e associazioni sono ancora troppo distanti.
7. Hai appena partecipato alla fiera dedicata agli ausilii ed alle tecnologie per disabili di Torino, Ability 2003, che impressioni hai raccolto? e quale accoglienza hanno riservato i visitatori e gli altri standisti alla tua iniziativa di rendere il tuo sito accessibile?
R. L'accoglienza dei visitatori e degli altri standisti è stata
ottima. A parte la presentazione del nuovo sito accessibile, il servizio di
consegna della spesa a domicilio è un aiuto enorme per aumentare l'indipendenza
delle persone disabili.
Le impressioni negative riguardano il grado di alfabetizzazione informatica
e la diffusione dello stile di vita basato sul web. Il percorso è ancora ad
ostacoli, e quello più grande è sicuramente culturale.
Mettersi in gioco in un salone come questo serve ad osservare la realtà da altri
punti di vista. Ad accorgersi che le barriere che esistono sul web possono essere
abbattute dall'accessibilità, ma quelle che separano le persone dal web hanno
bisogno di interventi politici.
Grazie Marcello.
Non c’è molto da aggiungere.
Ma resta ancora molto da fare prendendo esempio questa iniziativa concreta.
Patrizia Bertini - www.accessibile.net
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