In questi giorni circola una notizia che era già apparsa circa due mesi: Microsoft
vorrebbe acquistare Google.
A differenza della scorsa volta, sembra che realmente dirigenti di entrambe
le società si siano incontrati negli scorsi mesi, anche se per ora, non sembra
essere stata presa nessuna decisione. La notizia del possibile acquisto coincide
anche con l'annuncio di una prossima quotazione di Google sul Nasdaq
(il listino dei titoli tecnologici Usa).
Legando le due notizie, alcuni hanno pensato ad una possibile scalata (ostile o meno) in Borsa realizzata da Microsoft nei confronti di Google da effettuarsi nei prossimi due-tre anni. Ma è meglio smentire da subito questa ipotesi: Google pensa di andare in Borsa con al massimo il 20% del capitale; quindi Microsoft al massimo potrebbe acquistare una "piccola" partecipazione non qualificata, mentre il sogno di Bill Gates sembra quello di controllare interamente il motorone di ricerca. Uno scenario che, se si realizzasse, scuoterebbe dalle fondamenta gli equilibri del Web, e farebbe impallidire persino la fusione AOL Time Warner del 1999.
Ma una domanda sorge spontanea: perchè Google dovrebbe cedere le proprie azioni? Dall'esterno sembrerebbe una mossa assolutamente illogica. Con la quotazione di una minima parte di proprie azioni, Google dovrebbe ricevere due miliardi di dollari e la stessa società naviga già in buone acque a livello di bilanci. Inoltre, le prospettive di fatturato e di crescita nei prossimi anni sono ottime, in quanto il settore dei motori di ricerca sembra uno dei pochi davvero in grado di fare utili online con la pubblicità legata all'acquisto di keywords e Google, nonostante le recenti acquisizioni di Yahoo (che controlla il network pubblicitario Overture, che inserisce sponsor link in motori di importanza mondiale come Altavista, Yahoo e MSN) è davvero il numero uno, con un brand che è paragonabile, negli Usa, a quello della Coca-Cola.
L'unica cosa che potrebbe far cedere Google alle "lusinghe" di Bill Gates sono i soldi: tanti, maledetti e subito! Esempi di queste storie, se ne possono ricordare a decine: gli stessi "ragazzi terribili" di Yahoo o di Netscape hanno ceduto i loro portali/software a grandi capital ventures e multinazionali nel quadriennio compreso tra il 1996-2000. Ma erano anni diversi, in cui le prospettive di Internet e di quello che avrebbe fatto davvero business in Rete non erano assolutamente delineate.
Attualmente invece sono convinto che se si chiedesse a chi opera nel nostro settore (i pochi rimasti), dove vorresti lavorare nei prossimi 10 anni con relativa tranquillità e prospettive di sicura crescita, il nome di Google (e poi Yahoo) sarebbero sicuramente tra i primi. Diciamo la verità. Microsoft si rende conto che forse nei primi anni ha snobbato troppo Internet, non investendo in un settore come quello dei motori di ricerca che non solo avrà un successo praticamente certo nei prossimi anni a livello economico, ma che indirizzerà il traffico mondiale e, quindi, anche indirettamente gli acquisti e consumi di un sempre maggior numero di persone in tutto il mondo.
Microsoft rischia (al contrario dei PC che hanno quasi tutti Windows) di perdere una posizione privilegiata nella gestione di quelli che saranno i gangli nevralgici della Rete che continuando a crescere renderà sempre più difficile al navigatore medio reperire le informazioni che desidera. I motori di ricerca avranno dunque l'essenziale compito di fare ordine in tutti gli aspetti del web, anche quelli più business oriented, per esempio dell'e-commerce. Non è un caso che Google, e ultimamente Yahoo, abbiano aperto dei siti di comparazione prezzi, dove i siti di e-commerce possono promuovere i loro prodotti.
Certo le informazioni che si trovano, dovranno essere sempre obiettive e il più possibile precise, e Google sembra, per il momento, rispettare al massimo queste esigenze di trasparenze e di rispetto nei confronti dei suoi utenti che non devono essere ingannati da spot fasulli (vedi la decisione di Google di chiedere la massima serietà e trasparenza ai suoi sponsor che promuovevano dialer) e devono sempre trovare ciò che effettivamente cercano.
A questo punto a Microsoft rimangono tre strade: fare un proprio motore di ricerca con spese assolutamente ingenti di realizzazione e promozione, in parte sfruttando i suoi software giù diffusissimi come Explorer, Msn Messanger , lo stesso Windows e Office e andare a sfidare nel prossimo decennio Google e Yahoo; creare una partnership esclusiva con Google realizzando un legame il più possibile inscindibile tra le due realtà; Acquistare Google
Quest'ultima ipotesi (ripeto: se i bilanci di Google sono così buoni come appaiono dall'esterno) sembra impraticabile. Più probabile appare la prima strada o al massimo la seconda, che avrebbe, però, soprattutto benefici per Microsoft, mentre per Google i vantaggi all'apparenza sembrerebbero minimi.
Marcello Tansini
WebMasterPoint
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