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Internet e Minori: il Codice per difenderli

I principali obiettivi di un codice che si ispira al principio di co-regolamentazione e spera di coinvolgere gi stessi operatori del mercato in un'attenta e costante difesa dei piccoli navigatori.
di a cura della Redazione | 21 novembre 2003

Obiettivi e finalità del Codice:

  • aiutare gli adulti, i minori e le famiglie a un uso corretto e consapevole della rete telematica, tenendo conto delle esigenze del minore;
  • predisporre apposite tutele atte a prevenire il pericolo che il minore venga in contatto con contenuti illeciti o dannosi per la sua crescita;
  • offrire, nel rispetto della normativa nazionale ed internazionale, un accesso paritario e promuovere un accesso sicuro per il minore alle risorse di rete;
  • tutelare il diritto del minore alla riservatezza ed al corretto trattamento dei propri dati personali;
  • assicurare una collaborazione piena alle autorità competenti nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione della criminalità informatica ed in particolare nella lotta contro lo sfruttamento della prostituzione, la pornografia ed il turismo sessuale in danno di minori, attuati tramite l’utilizzo della rete telematica

Il principio di Co-Regolamentazione

Molti sostengono che il contenuto in Rete non debba essere sottoposto a nessuna forma di limitazione o controllo. Tuttavia, il pericolo più serio per il mantenimento della libertà di espressione sulla Rete e per il libero accesso ai contenuti è rappresentato proprio dalla difficoltà dei Governi di sviluppare nuove forme di regolamentazione adeguate ai nuovi media.
Si vorrebbe rispondere a fenomeni pur deprecabili con soluzioni autoritarie che hanno effetti negativi anche sull’uso legittimo della Rete limitando libertà di tutti.

In ambito Europeo sta emergendo una consenso sempre più favorevole nei confronti di modelli di auto-regolamentazione/co-regolamentazione in cui l’industria si impegna a darsi delle regole e ad adottarle, mentre un organismo di controllo pubblico vigila sul rispetto delle regole stesse in una sorta di "auto-regolamentazione regolata".
Il Codice di Autoregolamentazione "Internet e Minori" è ispirato a questo principio di co-regolamentazione. È un passo avanti rispetto a quello di auto-regolamentazione poiché implica una condivisione di responsabilità attraverso un accordo tra pubblico e privato. La logica è semplice ma efficace poiché introduce anche meccanismi sanzionatori e di "premialità" definiti dagli stessi operatori sul mercato.

Le istituzioni fissano una serie di regole e di obiettivi politici limitandosi quindi a partecipare al controllo l’effettivo risultato finale.
Le imprese e le parti interessate elaborano in dettaglio gli strumenti per l’ottenimento di questi obiettivi.

La co-regolamentazione è così uno strumento più flessibile, più adattabile e più efficace delle norme soprattutto per quanto riguarda la protezione dei minori problematica con implicazioni molto delicate che investono anche la morale soggettiva.
Naturalmente l’efficacia del modello regolatorio può e deve essere migliorata da una sempre più ampia diffusione di sistemi di classificazione dei contenuti tra gli ISPs e meccanismi di filtraggio che permettano agli utenti di esercitare un controllo diretto sui contenuti.


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