RFID, per Radio Frequency
Identification, non è una tecnologia, è un insieme di tecnologie che prevedono
la sostituzione dei sistemi di identificazione delle merci in uso attualmente
(dai documenti cartacei ai codici a barre) con radiotrasmettitori.
Pur essendo differenti tra di loro, operanti a diverse frequenze e con modalità
specifiche, tutte le apparecchiature RFID hanno in comune la
caratteristica di funzionare senza supervisione per lunghi periodi di tempo
e di trasmettere il contenuto della loro memoria via radio quando ne ricevono
l’ordine da un lettore.
Nella memoria ci può essere qualunque cosa, normalmente i dati caratteristici
della merce o l’identificativo e la distinta di carico del container su cui
sono applicati. In altre parole, con l’RFID diventa possibile "interrogare"
una merce o un contenitore e averne risposta, il tutto in formato digitale.
Insomma, il lettore fischia a il container ubbidiente agita la coda.
Quali applicazioni?
Le
applicazioni delle tecnologie RFID sono numerosissime, alcune già operative,
altre in arrivo a brevissimo, già in fase sperimentale.
Nel campo dei trasporti su larga scala è stato da tempo definito dalla ISO (International
Standard Organization) la norma ISO 10374 che prevede l’utilizzo di trasmettitori
attivi a sola lettura (i dati scritti in memoria non possono essere modificati
via radio) che è leggibile fino a 13 metri di distanza e con una batteria della
durata di 15 anni, gli stessi della vita utile di un container.
Una serie di proposte sono al vaglio dell’ISO per passare a trasmettitori con
memoria anche scrivibile via link radio. Inoltre, sono in uso in alcuni settori
tecnologie che permettono distanze di lettura maggiori, superiori ai 30 metri.
Per esempio, le forze armate americane già usano di routine trasmettitori attivi
di questo tipo per identificare i container e rilevarne il contenuto.
L’evoluzione tecnologica consente ora di estendere il campo di applicazione
dell’RFID sia verso l’alto che verso il basso.
Applicazioni verso l’alto.
Verso l’alto sono in sperimentazione unità che utilizzano la
rete cellulare o altre reti con portata geografica per installazione sempre
sui container. In questo modo quest’ultimo è tracciabile su lunghissime distanze,
anche in movimento e non solo quando si trova in un deposito. Inoltre diventano
possibili nuovi tipi di applicazioni, come la localizzazione georeferenziata
(tramite triangolazione dei segnali delle stazioni base cellulari) e il monitoraggio
continuo delle condizioni della merce, interfacciandosi a un’apposita rete di
sensori. Le prime esperienze con questo tipo di RFID a lunga distanza avverranno
probabilmente sui container di fascia alta, a condizioni controllate (umidità,
temperatura).
... continua
Marco Comelli - GoWireless.it
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