Da più di trent'anni
le imprese ricorrono all'outsourcing
per risolvere alcuni dei loro problemi e per tentare di ridurre i costi di gestione;
questa tendenza continua a crescere con l'ulteriore processo di terziarizzazione
della nostra economia.
Il ricorso all'outsourcing, però, sta diventando sempre più importante per le
aziende e da elemento di supporto si sta trasformando in fattore strategico
di grande rilevanza, prevedendo l'esternalizzazione di un intero processo aziendale
(Business Process Outsourcing).
La società che fornisce il servizio di outsourcing, non avrà più in gestione
una singola attività, ma un intero processo, compresa la gestione finanziaria
e delle risorse umane; questa modalità, il BPO, prevede la condivisione degli
obiettivi e delle responsabilità, in questo modo il fornitore è elevato a livello
di partner della società committente ed è spinto a lavorare meglio ed in maniera
ancora più efficace.
In questi giorni
è stata pubblicata una ricerca di Accenture (ex Andersen Consulting)
sul ricorso all'outsourcing da parte delle aziende.
L'indagine è stata realizzata, intervistando circa 800 manager americani
ed europei sulle motivazioni che conducono le imprese ad esternalizzare
alcune attività; una delle ragioni principali è da ricercare nella riduzione
dei costi che consente l'outsourcing, ma dalla ricerca emergono anche altri
aspetti molto interessanti.
Secondo i manager intervistati, l'outsourcing permette di:
- sviluppare e controllare le strategie rapidamente (55%)
- esternalizzare le attività per incrementare l'efficacia e non solo per ridurre i costi (86%)
- snellire i processi interni (80%)
La stessa Accenture,
società americana che offre servizi per le imprese, ottiene più di un terzo
del suo fatturato (12 miliardi di dollari) dall'outsourcing, che
ha fatto registrare un incremento del 41% dall'anno passato.
"Lo spettro dei servizi oggetto di terziarizzazione - spiega Gianfranco Casati,
amministratore delegato di Accenture - si sta ampliando, avvicinandosi al core
business delle aziende. Non è una rivoluzione ma un'evoluzione progressiva e
continua".
Anche IBM (Ibm Global Services ) ha incrementato del 13% il fatturato
relativo all'outsocurcing.
"L'outsourcing
- afferma Augusto De Castro, vice president di Ibm Global Services per il Sud
Europa - si sta profondamente trasformando. Si fa largo l'utilizzo on-demand:
le imprese pagano non più un cifra fissa, ma un importo variabile in base all'effettivo
utilizzo dei servizi. Ma non bisogna credere che il fenomeno dell'outsourcing
sia appannaggio solo delle grandi imprese. Oltre il 50% dei clienti in Italia
sono piccole e medie aziende, che firmano contratti anche dai 100mila euro
all'anno".
Grandi gruppi come American Express, JP Morgan Chase Manhattan, Deutsche Bank
e Axa hanno sposato il principio del pay-per-use
Riguardo il campo dell'IT, Tino Canegrati, vice president e general manager
di Hp Services in Italia, commenta "la riduzione dei costi resta sempre uno
dei driver importanti che spingono le imprese ad esternalizzare alcune delle
funzioni aziendali, ma ormai la vera spinta è quella dettata dall'esigenza di
raggiungere maggiore flessibilità e agilità nelle strutture aziendali. E l'outsourcing
consente di raggiungere questi obiettivi.
Ma l'ultima operazione in grande stile a livello mondiale ha visto protagonista
il colosso del largo consumo Procter & Gamble, che ha esternalizzato il
faciliy management, i servizi informatici e quelli amministrativi per le risorse
umane (attraverso un accordo con Ibm da 400 milioni di dollari).