Un vero boom. Un sussulto improvviso che travolge abitudini e convinzioni. Internet in Egitto ha raggiunto, nell'ultimo anno, i due milioni e mezzo di utenti, ma dati non ufficiali parlano di un fenomeno che coinvolge sei milioni di navigatori. Nella terra bagnata dal Nilo, la rivoluzione digitale ha innescato un processo controverso, pervaso da contraddizioni, che suscita nello "spettatore occidentale" prima perplessità, poi curiosità e infine l’esigenza di un approfondimento.
Inizia così il nostro viaggio nel Web egiziano, dove il governo da una parte è fortemente impegnato nel creare una Rete capace di migliorare le condizioni economiche del paese, dall’altra è coinvolto in operazioni che non si fermano alla censura virtuale, ma arrivano alla reale persecuzione penale. Eppure, in alcuni casi la libertà nel mondo dei byte è l’unica a non essere un miraggio, perché solo sul Web è possibile diffondere notizie vietate sulla stampa tradizionale e soltanto su Internet, ad esempio, le strette maglie che opprimono da secoli le donne iniziano ad allentarsi.
Mouse cittadini
In Egitto, la Rete è un tipico fenomeno urbano: l’80% degli utenti
risiede tra il Cairo ed Alessandria, città ormai disseminate da Internet
cafè frequentati soprattutto dalla net generation, gli under venti che rappresentano
il 51% della popolazione. Proprio i cybercafè sono stati all’inizio lo strumento
più efficace per convincere gli egiziani delle grandi potenzialità della Rete:
al loro interno l’Unesco e l’Unicef hanno organizzato corsi per usare i pc e
imparare a navigare, studenti e ricercatori li hanno eletti come i nuovi "templi
del sapere", dove scovare in una manciata di ore documenti inaccessibili fino
a poco tempo prima.
Tredici grandi provider e sessantacinque società garantiscono un’alta competitività nel settore: sono questi i numeri di una realtà digitale che, dalla fine del 1999, ha trovato un importante stimolo nell’istituzione del ministero delle Comunicazioni e delle Nuove Tecnologie. Sono state così poste all’attenzione del governo le problematiche relative alla realizzazione e all'implementazione di infrastrutture e di strumenti in grado di garantire la diffusione del Web: dall’accesso gratuito all’abbassamento dei prezzi dei computer, dall’installazione dei pc in tutte le scuole fino alla privatizzazione degli Internet provider.
L’obiettivo è creare un’industria tecnologica che possa dare una nuova svolta all’economia del paese. A tal fine è già stato stanziato un miliardo di dollari per l’aggiornamento delle reti di comunicazione e per la creazione di un’infrastruttura ad alta velocità di trasmissione.
"Panta rei"
Internet sta cambiando le consuetudini degli egiziani: fino a poco tempo
fa parlare della sfera privata era un tabù. Nulla al riguardo poteva essere
raccontato.
Oggi, la Rete è utilizzata dagli utenti per condividere soprattutto problemi
personali e per discutere di tematiche sociali. I forum diventano dei confessionali
virtuali dove, protetti dall’anonimato, si parla di sessualità, di politica,
di sogni.
Armhad, uno dei fondatori di IslamOnLine, sottolinea le perplessità che suscitano i "cyber-comportamenti": «Ogni settimana sul nostro sito riceviamo circa 400 messaggi di utenti che discutono apertamente di omosessualità, impotenza e divorzio. La novità, rispetto alla nostra cultura tradizionale, sta nel parlare pubblicamente di questi argomenti, chiedendo anche consigli e possibili soluzioni. Questa situazione ha acceso il dibattito tra gli studenti islamici: è giusto permettere che questo accada su Internet? E ancora: la nostra religione vieta ad un uomo e ad una donna non sposati di stare soli in un luogo chiuso. Internet e le sue chat come devono essere considerati? Luoghi pubblici o privati?».
Domande che non hanno mai tormentato il Web occidentale, e che oggi invece rappresentano in Egitto le nuove grandi questioni su cui intellettuali e studiosi sono chiamati a riflettere.
Silvia Santoni - Cultur-e.it
Cultur-e.it
vuole essere "un osservatorio dei fenomeni in Rete, al di là dei
confini culturali e delle restrizioni alla navigazione che alcuni governi
impongono.". La rivista, frutto di questa
percezione della Rete, si pone un obiettivo ambizioso, quello di contribuire al superamento degli ostacoli che ancora impediscono la navigazione oltre i confini virtuali
di civiltà. La rubrica quindicinale Sconfini consiste in un dossier
con interviste, articoli e schede sulla situazione della Rete in differenti
paesi extra occidentali. Ogni due giorni, invece, si aggiorna la sezione
Coordinate, che recensisce singoli siti. In Mappamondo è possibile
consultare una directory ragionata su portali e riviste di cultura, arti
e politica. |