Manhattan, 3 giugno 2003, ore 19.00. Duecento persone si presentano al reparto arredamento di Macy's per acquistare un fantomatico "tappeto dell’amore". Attimi di panico tra i commessi e poi, il nulla. Bastano solo dieci minuti e la folla, così come è apparsa, scompare.
Osaka, 15 giugno. Centinaia di ragazzi si danno appuntamento per ricostruire il combattimento tra Neo e l'agente Smith di Matrix Reloaded, il secondo episodio della saga dei fratelli Wachowski . I passanti sbigottiti assistono all’estemporanea ricostruzione della scena più famosa del film, interpretata da giovani nerovestiti che si affrontano a colpi di kung fu acrobatico e poi fuggono.
Roma, 24 luglio. In 300 si presentano in una libreria della centralissima via del Corso e chiedono gli inesistenti Galateo secondo Alvaro Vitali e Pinocchio 2, la vendetta. Il tam tam telematico è partito dal sito di Marco, alias J.Jack Flash. Le sue indicazioni sono chiare: «Alle 19.00 trovatevi in via del Corso, fra il McDonald's e via della Frezza. Incontrerete una persona con un cappello che ha stampata sulla visiera una M bianca e, che ha in mano un mazzetto di fogli. Avvicinatelo e chiedetegli "M come Mob?". Vi consegnerà un foglietto con le indicazioni operative. Imparatelo a memoria e mettetevelo in tasca. Alle 19.15 fatevi trovare all'entrata del posto designato e iniziate l'animazione. Siate creativi, tenendo presenti le linee guida impartite. Alle 19.25 disperdetevi. Nessuno deve rimanere nel luogo stabilito dopo le 19.27».
Tempi e luoghi viaggiano via e-mail
Flash mob, ovvero "mobilità istantanea": è questa la nuova espressione
entrata nel vocabolario del Web. Partorito nella Grande Mela, il fenomeno
in poco meno di 6 mesi è diventato planetario.
Mossi dalla curiosità di comprendere la reale portata di questo trend, abbiamo
navigato i mari virtuali per accorgerci che, da New York ad Amsterdam passando
per Osaka e Mosca, ovunque vengono organizzati improvvisi raduni in cui
centinaia di persone si materializzano in un luogo pubblico, danno sfogo a performance
insensate e, in silenzio, si volatilizzano nel nulla. Tutto avviene nel giro
di pochi minuti, proprio come in un flash, sotto gli sguardi attoniti dei presenti.
Ma come nasce un flash mob?
A spiegarcelo è proprio J.Jack Flash, l'ideatore dell'happening romano, il primo
in Europa. Gli ingredienti della ricetta sono semplici: e-mail,
molte persone, organizzazione semi-invisibile, luoghi pubblici, brevi periodi
di tempo, istruzioni precise, sincronia perfetta. Le coordinate del raduno (luogo,
ora e eventuale abbigliamento da adottare) vengono comunicate tramite posta
elettronica. Non c’è nessun leader, chiunque può farsi promotore dell’iniziativa.
Il tutto avviene nella massima segretezza: il biglietto con le istruzioni precise
sull’azione da svolgere viene consegnato solo sul luogo prestabilito. Il gesto
da compiere deve essere innocuo, legale, rapido, divertente e concludersi con
un grande applauso. Terminato l’evento ci si disperde e nessuno ha contatti
con gli altri partecipanti.
Un raptus di massa
Ma che senso ha? Nessuno. Questa è l’essenza dei flash mob. Lo scopo è quello
di creare un «non-evento in un non-luogo».
L’inventore del fenomeno è un certo Bill, 28enne newyorkese.
Il suo intento, come lui stesso afferma, era quello di condurre un esperimento
sociologico: «Riflettevo sulle folle che vanno a vedere gli spettacoli
e volevo vedere cosa succedeva eliminando lo spettacolo e lasciando
la folla. La gente è diventata spettacolo». Semplice divertimento
o azione sociale? Sono in molti a pensare che dietro l’apparente insensatezza
di questi incontri si celi un messaggio da decodificare.
Howard Rheingold, attento studioso degli effetti della tecnologia sui cambiamenti
sociali, dedica diverse pagine del suo ultimo libro Smart mobs alla rivolta
del gruppo People Power II che a Manila, nel 2001, rovesciò il presidente Estrada
organizzando le dimostrazioni mediante sms. «Noi siamo la generazione Txt»
proclamava un messaggio che ha fatto il giro della gioventù filippina.
Dell’enorme potere di Internet nella mobilitazione delle masse è convinto anche
Gary Trudeau, maestro incontrastato delle strip di satira politica e sociale
negli Stati Uniti, che lo scorso settembre ha dedicato le sue vignette della
serie Doonesbury
all’organizzazione di un flash mob di supporto a Howard Dean, il candidato democratico
alle primarie presidenziali americane.
Divertirsi e stupire
La reazione dei flashmobbers è stata istantanea e il loro atteggiamento
duro dopo che una grande compagnia telefonica italiana ha fatto proprio
il fenomeno per fini commerciali. «I flash mob - urlano i "cultori" nei
forum dedicati - non sono un veicolo di messaggi di protesta né vogliono dare
spunti alle multinazionali per nuove trovate pubblicitarie. L'obiettivo finale
è non arrecare danni e soprattutto divertirsi nel far spuntare tanti punti interrogativi
in testa ai passanti che si trovano improvvisamente coinvolti in una stravagante
adunanza di pazzi». Fanno loro eco le reazioni del popolo Internet che partecipa
senza scopi di lucro alle migliaia di strane convocazioni sparse in tutto il
mondo: altruistic mob, singer mob, love mob, political mob per sconfinare nel
più illegale flash mugging. Un entusiasmo globale a conferma del fatto
che, sempre più spesso, le moderne tecnologie abbandonano le autostrade informatiche
per stabilire un rapporto "reale" con il territorio e con il tempo. Prossimo
appuntamento: domenica 28 dicembre in Malesia.
... continua
Costanza Ruggeri - Cultur-e.it
Cultur-e.it
vuole essere "un osservatorio dei fenomeni in Rete, al di là dei
confini culturali e delle restrizioni alla navigazione che alcuni governi
impongono.". La rivista, frutto di questa
percezione della Rete, si pone un obiettivo ambizioso, quello di contribuire al superamento degli ostacoli che ancora impediscono la navigazione oltre i confini virtuali
di civiltà. La rubrica quindicinale Sconfini consiste in un dossier
con interviste, articoli e schede sulla situazione della Rete in differenti
paesi extra occidentali. Ogni due giorni, invece, si aggiorna la sezione
Coordinate, che recensisce singoli siti. In Mappamondo è possibile
consultare una directory ragionata su portali e riviste di cultura, arti
e politica. |
RE: FLASH MOB: Quando la folla è spettacolo - parte I
Il flash mob, però, può essere usato anche al "contrario", senza implicazioni legate alla privacy, ovvero palesando, dopo l'effetto sorpresa, la finalità marketing ecco un esempio, fatto dal Centro Commerciale Montedoro http://www.youtube.com/watch?v=WH-PBtALCTQ Una buona e un po' diversa forma di pubblicità
Inviato da Montedoro