Ha suscitato numerose polemiche il Decreto Legge 24 dicembre 2003, n. 354 recante disposizioni per il funzionamento dei tribunali delle acque, nonché interventi per l'amministrazione della giustizia, ma soprattutto agendo sulla cosiddetta "data retention".
L'articolo 2 prevede infatti che i dati inerenti il traffico
internet e telefonico degli utenti possano essere conservato per ben 60
mesi - cinque anni - in nome della prevenzione di atti criminosi e
terroristici.
Una scelta che aveva preoccupato già l'AIIP,
Associazione Italiana Internet Provider e AssoProvider,
Associazione Provider Indipendenti che in un comunicato hanno espresso
dure critiche e serie perlessità: "L'ipotesi, ventilata nell'intervista, di
una archiviazione coatta di tutte le E-mail (e relativi allegati) scaricate
dagli utenti italiani di Internet si scontra con la realtà fisica e con l'articolo
15 della costituzione ed avrebbe l'effetto di far dirottare il traffico di posta
elettronica verso paesi più rispettosi della dignità della persona. Sotto il
profilo della realtà fisica, assumendo che nella media, i 24 milioni di utenti
internet italiani ricevano (solo) 1 Mbyte di posta al giorno, la conservazione
di questo traffico per 5 anni genererebbe un archivio di circa 80 milioni di
CD-Rom. Sotto il profilo costituzionale, l'articolo 15 recita: 'La libertà e
la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono
inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità
giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.' Esclude quindi qualsiasi
forma di intercettazione generalizzata e preventiva della E-mail, sia pure solo
di quelle effettivamente scaricate dal destinatario, e di qualsiasi altra forma
di traffico internet.
E aggiungono: "La violazione fatta sistema della privacy dei cittadini irreprensibili, rappresenta un onere sociale ed economico che deve essere soppesato prima di una eventuale fuga in avanti: occorre verificare attentamente se in luogo di un "giro di vite" generalizzato, non sia piuttosto il caso di verificare quali smagliature nelle misure di sicurezza già in atto hanno in qualche caso agevolato l'uso delittuoso della rete."
A una simile decisa posizione, si aggiunge la perplessità dello stesso Garante della Privacy che in una nota del 23 dicembre dichiara: "Il Garante nella sua piena collegialità (Stefano Rodotà, Giuseppe Santaniello, Gaetano Rasi e Mauro Paissan) prende atto con preoccupazione del decreto legge approvato oggi dal Governo sulla conservazione dei dati del traffico telefonico e su Internet. In particolare, la nuova disciplina sui dati relativi alle comunicazioni elettroniche e alle utilizzazioni di Internet può anche entrare in conflitto con le norme costituzionali sulla libertà e segretezza delle comunicazioni e sulla libertà di manifestazione del pensiero. Il Garante confida in un attento esame del decreto da parte del Parlamento.".
Ed è proprio attraverso il mezzo Internet che ciascuno può esprimere il proprio parere e il proprio disaccordo con il Decreto ormai noto come "Grande Fratello". QuintoStato.it ha infatti raccolto e promosso l'iniziativa di una petizione online che può essere liberamente sottoscritta da chiunque sia d'acordo con quanto il suo testo recita:
"Con la presente, intendo protestare per il decreto che il consiglio dei ministri ha improvvisamente varato lo scorso 23 dicembre. Ritengo che la conservazione coatta dei siti che visito, dei destinatari delle mie telefonate e delle mie email per un periodo non inferiore ai 5 anni costituisca una violazione inaccettabile dei diritti inviolabili che mi spettano in quanto cittadino, così come sancito dall'art. 15 della Costituzione. Ritengo inoltre che una decisione così importante avrebbe meritato un ampio dibattito pubblico, e non una scelta unilaterale ed improvvisa. Auspico quindi che il Parlamento possa correggere i punti del decreto nel rispetto del nuovo codice della Privacy. Diversamente, mi servirò solo di provider che sfruttano server e connessioni residenti all'estero. "
a cura della Redazione