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PMI Dome

GIOVEDÌ... MOTORI: Promuoversi attraverso i motori di ricerca: partire con idee chiare

Sono veramente molte le società, di tutte le dimensioni, che per il 2004 hanno messo a budget investimenti in search engine marketing, motivati anche dal gran parlare che si fa sull’efficacia dei motori di ricerca per generare contatti e vendite. Siamo sicuri però di avere le idee chiare su cosa possiamo fare e cosa vogliamo ottenere dai motori?
di Marco Loguercio - Sems | 22 gennaio 2004

Sull'efficacia dei motori di ricerca come strumento di marketing e advertising ho scritto più volte su i-dome, sottolineando però sempre come, alla base del successo di qualsiasi attività promozionale sia on- che offline, vi siano sempre idee chiare su quali siano gli obiettivi concreti che si vogliono raggiungere. Già, ma quali possono essere questi "obiettivi concreti" quando si investe in search engine marketing?

La risposta è semplice: "essere visibili nei motori di ricerca, essere primi su Google".
O, meglio, questa è la convinzione della maggioranza di quanti sono pronti ad investire in questo campo e mandano il brief alle società da cui vogliono avere proposte di visibilità nei search engines. Nella realtà dei fatti l'essere primo su Google, di per sé, non ti riempie il conto in banca; è importante, certamente, ma è solo uno dei passi che occorre fare per arrivare a raccogliere risultati concreti e "monetizzabili".

Venendo al dunque - e riservandomi di approfondire in futuri articoli i singoli temi che vado ad accennare -, quali sono le domande che realmente ci si deve porre quando si vuole affidare un budget ad un network di keyword advertising o ad una società che si occupa di ottimizzazione e posizionamento?

Sicuramente la domanda principe, quella che porterà poi al fatidico e tanto decantato ROI è "come monetizzare le visite che arrivano dai motori"?
Qual è l'azione che l'utente deve compiere, una volta che arriva sul mio sito?
Deve comprare?
Deve registrarsi?
Deve trovare l'indirizzo del punto vendita fisico più vicino?

Perché, se è vero che la società che si occupa di gestire la promozione nei motori ha il delicato compito di generare, migliorando la visibilità del sito da promuovere, visite qualificate, è anche vero che queste possono convertirsi in contatti o clienti solamente se la pagina (o, più in generale, il sito) su cui vengono indirizzati i navigatori fornisca loro tutte le informazioni sul prodotto che stavano cercando e spieghi loro come interagire o, nel caso di vendita online, faciliti il più possibile il percorso che porta all'acquisto.
Diversamente, e questo è un detto molto diffuso nel Web, "i vostri concorrenti sono a soli 2 click di distanza da voi".

Nel definire una strategia di attività occorre poi sfruttare al meglio le possibilità degli strumenti a disposizione: il keyword advertising è estremamente efficace quando si tratta di promuovere attività di durata limitata nel tempo (es. offerte last minute, eventi, lancio di nuovi prodotti) o che richiedono la massima visibilità in tempi brevi; l'ottimizzazione/posizionamento di un sito va invece vista in un'ottica di medio/lungo periodo, avendo tempi di implementazione più lunghi, ed è quindi particolarmente indicato per dare visibilità a prodotti/servizi le cui specifiche sono costanti nel tempo e/o che hanno una richiesta costante.

Per fare un esempio concreto, che a volte vale più di tante parole, la piccola azienda potrebbe impostare un'attività di ottimizzazione/posizionamento del proprio sito per fare in modo che il catalogo prodotti sia visibile nei motori e vi possano arrivare utenti interessati, mentre potrebbe utilizzare il keyword advertising a supporto del lancio di nuovi prodotti, per promuovere la propria partecipazione a importanti fiere del settore in cui opera, o per assicurarsi comunque visibilità per quelle chiavi di ricerca che non dovessero vederlo comparire nelle prime posizioni tra i risultati "naturali" (così vengono ormai definiti i risultati frutto degli algoritmi dei motori, in contrapposizione ai link sponsorizzati) dei motori di riferimento del proprio target. Fondamentale per entrambe le attività, come vedremo nelle prossime settimane, un'accurata selezione delle parole chiave su cui lavorare.

Marco Loguercio

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