E' accaduto in Danimarca, uno dei 6 paesi nella Comunità Europea ad aver recepito la Direttiva sulla Privacy, assieme ad Austria, Gran Bretagna, Irlanda, Italia e Spagna (la data di scadenza del recepimento era stato stabilito per il 31 ottobre 2003).
Come risultato sono stati assegnati i primi 60 mila euro di multa alla Aircom Erhverv ApS per aver spedito 15.000 mail non sollecitate. E questo pare essere solo l'inizio, in quanto l'Agenzia nazionale per i Consumatori della Danimarca, parte denunciante, ha intrapreso nuove azioni legali contro altre aziende per l'invio non solo di e-mail ma anche di SMS e Fax.
"Siamo molti lieti della sentenza, che a nostro avviso avrà un effetto preventivo sulla pratica di inviare email non sollecitate sia ai privati che alle società", ha detto Jane Frederekke Land, pubblico ministero titolare del caso.
Il tutto è reso ancor più interessante dal fatto che, sebbene l'azienda incriminata avesse invato le mail non sollecitate dalla Norvegia, grazie alla legislazione Danese di recepimento della Direttiva, è stato comunque possibile multare Aircom Erhverv per violazione sulle pratiche di marketing.
Si fa quindi sempre più dura la vita per gli Spammer in Europa, creando un importante precedente giuridico; mentre non si risolve il problema dello Spam proveniente da paesi extra europei, che cubano oramai oltre l'85% dello Spam nel mondo (e questa è una nota critica mossa contro le nuove leggi sulla Privacy, ove il cittadino viene poco tutelato dall'attacco proveniente da quegli Spammer fuori delle giurisdizioni nazionali).
Ci si può chiedere, quindi, quanto, salvo comunque casi importanti ed eclatanti come la presente sentenza, si possa essere tutelati su Internet dall'ormai bombardamento quotidiano di mail provenienti da paesi off-shore.