Negli articoli precedenti abbiamo visto quali sono le principali domande che occorre porsi quando si inizia a pensare ad un’attività di visibilità nei motori di ricerca per promuovere il proprio business o, più semplicemente, i contenuti del proprio sito. Vediamo ora la domanda successiva: fare da sè o affidarsi ad una società specializzata?
di Marco Loguercio - Sems |
05 febbraio 2004
Premessa d’obbligo: chi scrive questo articolo è il fondatore
ed amministratore di una società che si occupa di search engine marketing; ovvio
quindi che quanto vado a scrivere potrebbe essere letto come una sorta di "invito
a rivolgervi a noi invece di provare altre vie". Non è proprio così… ma quasi.
Scherzi a parte, quanto segue è una serie di consigli proprio
basilari da seguire quando si devono prendere decisioni su una questione importante:
far da sé o affidarsi a terzi?
Una decisione di non poco conto, che va presa dopo aver valutato
i pro ed i contro di entrambe le opzioni, e che può avere risposte diverse a
seconda che si voglia solo fare una campagna di keyword
advertising (i cosiddetti "link sponsorizzati") oppure si voglia
affrontare seriamente l’argomento ed impegnarsi quindi anche con l’ottimizzazione
ed il posizionamento del sito che si vuole promuovere.
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Tempo e denaro
Sono proprio queste due, alla fine, le principali voci che orienteranno
la decisione finale:
- voglio fare tutto internamente: ho il tempo (se si
vuole fare tutto in prima persona) o le risorse (nel caso di azienda
che gestisca internamente il Web) da impegnare per apprendere tutti i segreti
del search engine marketing?
- voglio affidarmi a terzi: ho i soldi da investire
per una campagna di search engine marketing?
Ci sono molte aziende che, dopo aver chiesto un preventivo di
attività di ottimizzazione e posizionamento nei motori di ricerca, spesso sottovalutando
l’impegno in termini di tempo e risorse occorrente per affrontare seriamente
il SEM, hanno deciso di voler curare internamente il search engine marketing.
Sorvolando (ma neanche tanto) sul fatto che molte di queste
aziende, dopo più o meno un semestre di inutili tentativi, hanno poi deciso
di farsi appoggiare da specialisti, vediamo quali sono le principali difficoltà
se si dovranno mettere in preventivo e su cui occorrerà lavorare:
- tempo: soprattutto se si parte da zero, occorre molto
tempo (e molti esperimenti, che se condotti direttamente sul proprio sito
possono portare più danni che benefici) per apprendere le nozioni di base
di ottimizzazione, posizionamento e gestione del keyword advertising;
il principale problema è rappresentato dal information overload: sul
web si trovano tantissime risorse utili, alcune gratuite, altre a pagamento;
il problema è che spesso queste fonti vanno in contraddizione l’una con l’altra
(c’è chi scrive dei vantaggi del cloaking e chi lo demonizza, c’è chi loda
i vantaggi dell’ottimizzazione dei contenuti di un sito e chi afferma che
senza doorway pages non si va da nessuna parte…).
Tra i principali punti di riferimento posso citare:
- il forum di Html.it
dedicato ai motori di ricerca
- i forum di Webmasterworld
dedicati al search engine marketing, in lingua inglese
- gli articoli di Clickz
dedicati ai diversi aspetti del search engine marketing.
Il tempo è una componente necessaria anche per una ottimale
gestione delle campagne di keyword advertising: se si vogliono ottenere
i migliori ritorni dal denaro investito occorre monitorare
- quali parole chiave funzionano e quali no (utili, in questo
senso, i "conversion counter" che sia Overt ure che
Google mettono a disposizione in forma gratuita)
- quanto si può arrivare a pagare per ogni click per non
lavorare in perdita
- quali creatività testuali (titoli e descrizioni) funzionano
bene per generare elevati volumi di traffico e quali invece convertono meglio
in contatti o clienti.
Non è sempre facile gestire tutta questa mole di informazioni,
soprattutto se non ci si avvale di strumenti ad hoc (log file analyzer, piattaforme
di monitoraggio delle conversioni).
- Risorse umane: se si vogliono avere risultati concreti,
non si può sperare di ottenerli lavorandoci solo un paio di ore a settimana;
c’è bisogno quindi di una persona da dedicare quantomeno una mezza giornata
ogni santo giorno (lavorativo) per tutto il tempo necessario (questo dipende
ovviamente da quanto grande è il sito da ottimizzare/posizionare, da quante
lingue si vogliono coprire, se si è attivi anche con campagne di keyword advertising
ecc ecc ecc). Non illudetevi che basti allocare una risorsa un mese perché
tutto sia a posto: gli algoritmi dei motori cambiano freneticamente e ciò
che andava bene ieri oggi potrebbe essere addirittura penalizzante (pensiamo
ad esempio agli ultimi cambi di algoritmo di Google, che hanno penalizzato
non poco siti "veri" a favore di tante "pagine spazzatura").
- Pazienza, tanta pazienza: se volete gestire il tutto
internamente, preparatevi ad un lungo periodo fatto di esperimenti per capire
cosa funziona e cosa no (spesso le aziende si illudono che basti copiare le
pagine dei concorrenti che si posizionano meglio dei motori per ovviare al
problema della propria "invisibilità"). Non aspettatevi quindi che, dall’oggi
al domani, il vostro sito abbia un’impennata di visibilità e di accessi (a
meno che non vogliate limitarvi solamente al keyword advertising).
Ovvio che vi siano anche dei vantaggi a gestire tutto internamente,
soprattutto per quello che riguarda l’expertise acquisita nel proprio specifico
settore di attività: si evita così il rischio che un’agenzia possa utilizzare
l’esperienza acquisita con voi anche a favore dei vostri concorrenti.
Nella seconda parte di questo articolo vedremo invece quali
i pro ed i contro di affidarsi ad un’agenzia di search engine marketing.
Marco Loguercio
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