I principali risultati dell'indagine TACD sulle risposte delle 21.102 persone coinvolte e provenienti da 36 paesi differenti. Per tutte, incomune, l'avversità e la preoccupazione per lo spamming.
di TACD |
06 febbraio 2004
Come già anticipato in un recente articolo, il The Transatlantic Consumer Dialogue (TACD) ha realizzato un'indagine online sullo Spam tra l'8 ottobre 2003 e l'8 dicembre 2003.
Il questionario presentato al campione era composto di 16 domande con risposte a scelta multipla. Sono stati coinvolte 21.102 persone, (6.849 femmine, 14.253 maschi) di 36 paesi diversi.
Emerge un sostanziale accordo globale sul fatto che lo Spam sia inaccettabile.
Ecco i risultati chiave dell'indagine:
- il 96% (20.173 persone) ha affermato di odiare lo Spam o o di esserne infastidito
- l'84% (17.753 persone) afferma che tutte le e-mail commerciali non desiderate dovrebbero essere proibite
- l'83% (17.608) ritiene la maggior parte di queste e-mail frodi o inganni
- l'82% degli intervistati ritiene che i governi dovrebbero permettere l'invio solo di quelle e-mail commerciali per le quali il destinatario abbia dato il proprio assenso preventivo (OPT-in)
Inoltre:
- il 65% (13.775) fa notare che lo Spam è costato loro, o ai loro datori di lavoro, tempo e denaro
- il 52% (10.895) ammette di acquistare online meno di prima o per niente perché sono preoccupato per lo Spam
- il 62% (13.029) ha detto che utilizza un filtro e-mail
- il 91% (19.235) è preoccupato per l'esposizione dei bambini allo Spam
Sulla medesima indagine: Lo spam condanna anche l'e-commerce