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DOSSIER SITI DI QUARTIERE: Il Web della porta accanto - parte I

Dopo il telefono, la bacheca parrocchiale e il pianerottolo, i vicini di casa scoprono Internet per comunicare ed incontrarsi. Ed è subito fenomeno.
di Elena Dalla Massara - Cultur-e | 10 febbraio 2004

Si chiamano "neighborhood site", siti di vicinato.
Spazi Web in cui gli abitanti di uno stesso isolato raccontano la storia del quartiere, si scambiano notizie, si danno appuntamento al bar, organizzano serate o eventi, consultano offerte di lavoro e annunci immobiliari. Espressione del desiderio di creare un luogo che sopperisca alla fretta con cui ci si vede sul pianerottolo di casa o ci si scambia uno sguardo per strada, questi siti rispondono al bisogno di approfondire le relazioni interpersonali e di riconoscersi in un gruppo, di appartenere a una realtà sociale ben definita e dall’aria familiare. Una sorta di reazione al senso di smarrimento e di solitudine che si prova  vivendo in una città le cui dimensioni dilatate e i ritmi frenetici disperdono e ostacolano le relazioni. Oppure una risposta alla città di provincia, dove un po’ la pigrizia un po’ gli appuntamenti di lavoro e di famiglia lasciano poco spazio alla vita sociale. Emergono una sorta di orgoglio e di legame al quartiere, e un desiderio di uscire, virtualmente, dalle mura domestiche per continuare o iniziare una conversazione con il proprio vicino di casa, per condividere serate, interessi e tempo libero. Ne esce un nuovo significato di famiglia: allargata, estesa, quella che oggi sociologi e giornalisti chiamano “tribù urbana” e che corrisponde ad un gruppo di amici, alle persone di un condominio o a quelle che vivono in uno stesso quartiere.

USA: voglia di socializzare
Dal 1996 ad oggi si è verificata un’esplosione di "neighborhood site" che solo a New York ha fatto nascere decine di siti e nella provincia americana centinaia di nuovi indirizzi di quartiere. Il primo è stato il sito di Brooklyn, frequentatissimo dai suoi abitanti che quotidianamente si scambiano notizie, annunci, appuntamenti, richieste di aiuto e informazioni sulle previsioni del tempo. Lo seguono il più modaiolo Eastvillage.com con indirizzi di ristoranti, segnalazioni di nuovi vernissage e inaugurazioni di circoli ricreativi, e il colorato ArtSeenSoho, che pubblica aggiornamenti e indirizzi utili sull’arte, lo stile e la vita del quartiere degli artisti di West Broadway. Il Web del vicinato esce dalla Grande Mela per  estendersi alle periferie e alla provincia, dove il bisogno di promuovere un’informazione locale e di creare comunità sembrano essere ancora più forti. Lo dimostrano il sito di Los Feliz di Los Angeles o di Lenox Park ad Atlanta, oppure il sito di North Hill, della più sconosciuta città di Pensacola in Florida, o quello di North Highlands (North Wayne, Indiana). E l'entusiasmo è tale che ormai sono molte le Web agency che propongono pacchetti “chiavi in mano” per creare il proprio neighborhood site. C’è addirittura chi fa solo quello, come la società Neighbors 101 di Denver (Colorado), o la Connecting Neighbors di Walled Lake (Minnesota). 

I quartieri europei, tra community e commercio
Se l’intento di socializzare è predominante negli Stati Uniti, in Europa c'è anche l'obiettivo commerciale di fornire informazioni su negozi, mercati, ristoranti e alberghi e svendite. Come lo spagnolo Barrio de Salamanca, con la segnalazione di aperture di nuove attività, saldi, annunci immobiliari, orari di farmacie e servizi pubblici, o il tedesco Friedichstrasse, dedicato alla via dello shopping nel distretto est di Mitte a Berlino. Ben due i siti di Le Marais, nel 3° e nel 4° arrondissement della capitale francese: Paris Le Marais con directory su negozi, cafè, cinema, musei, notizie su esposizioni e annunci su mobili usati, e Marais Comvivial con forum, blog, annunci, una boutique virtuale e una tv on line. Tutti siti interessanti, con servizi e notizie che difficilmente si trovano sulle guide turistiche tradizionali. Pride of Manchester, ad esempio, dedica una sezione “all’animo irlandese” della città del nord d’Inghilterra, con rubriche sulla storia, la musica, i libri, gli abiti e i pub irlandesi, mentre il quartiere di Auguste Comte a Lione offre indicazioni su serate ed eventi organizzati dagli antiquari, dalle boutique di gastronomia e dagli atelier di moda della zona.

Una finestra sul cortile del mondo, in html
Santiago del Cile, Honolulu, Città del Capo. Abbiamo fatto il giro dei continenti per scoprire che il fenomeno dei "neighborhood site" non è solo occidentale ma ha ormai contagiato ogni angolo della Terra, colorando le pagine Web di sapori e atmosfere locali, di siti curiosi e divertenti come quelli in dialetto o dedicati al gay village della zona. C'è poi chi usa il Web per incontrare il proprio vicino di casa o per raccontare la propria storia. Questo accade nei "city stories site", dove gli abitanti di una stessa città si scambiano aneddoti e  dichiarano il loro amore per l'area urbana in cui vivono.
E come ci conferma Brett Wynkoop, fondatore di Brooklynonline, con i siti di quartiere si assiste a un'inversione di tendenza: l'Internet delle grandi distanze lascia il posto ad un digitale "porta a porta", in cui il flusso di informazioni e di messaggi virtuali avviene nel giro di poche centinaia di metri. I tradizionali spazi di incontro e di vita sociale (bar, angoli di strada, bacheche di parrocchia, circoli e pianerottoli) sembrano non essere più sufficienti a tessere e approfondire i legami tra vicini di casa. Oppure appaiono poco attraenti e demodé, in confronto ai più efficienti e veloci strumenti del "villaggio" globale.

di Elena Dalla Massara - Cultur-e.it

Cultur-e.it vuole essere "un osservatorio dei fenomeni in Rete, al di là dei confini culturali e delle restrizioni alla navigazione che alcuni governi impongono.". La rivista, frutto di questa percezione della Rete, si pone un obiettivo ambizioso, quello di contribuire al superamento degli ostacoli che ancora impediscono la navigazione oltre i confini virtuali di civiltà. La rubrica quindicinale Sconfini consiste in un dossier con interviste, articoli e schede sulla situazione della Rete in differenti paesi extra occidentali. Ogni due giorni, invece, si aggiorna la sezione Coordinate, che recensisce singoli siti. In Mappamondo è possibile consultare una directory ragionata su portali e riviste di cultura, arti e politica.

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