Si chiamano "neighborhood site", siti di vicinato.
Spazi Web in cui gli abitanti di uno stesso isolato raccontano la storia del
quartiere, si scambiano notizie, si danno appuntamento al bar, organizzano serate
o eventi, consultano offerte di lavoro e annunci immobiliari. Espressione del
desiderio di creare un luogo che sopperisca alla fretta con cui
ci si vede sul pianerottolo di casa o ci si scambia uno sguardo per
strada, questi siti rispondono al bisogno di approfondire le relazioni interpersonali
e di riconoscersi in un gruppo, di appartenere a una realtà sociale ben definita
e dall’aria familiare. Una sorta di reazione al senso di smarrimento e di solitudine
che si prova vivendo in una città le cui dimensioni dilatate e i
ritmi frenetici disperdono e ostacolano le relazioni. Oppure una risposta alla
città di provincia, dove un po’ la pigrizia un po’ gli appuntamenti di lavoro
e di famiglia lasciano poco spazio alla vita sociale. Emergono una sorta di
orgoglio e di legame al quartiere, e un desiderio di uscire, virtualmente,
dalle mura domestiche per continuare o iniziare una conversazione con il proprio
vicino di casa, per condividere serate, interessi e tempo libero. Ne esce
un nuovo significato di famiglia: allargata, estesa, quella che oggi sociologi
e giornalisti chiamano “tribù urbana” e che corrisponde ad un gruppo di
amici, alle persone di un condominio o a quelle che vivono in uno
stesso quartiere.

USA: voglia di socializzare
Dal 1996 ad oggi si è verificata un’esplosione di "neighborhood site"
che solo a New York ha fatto nascere decine di siti e nella provincia americana
centinaia di nuovi indirizzi di quartiere. Il primo è stato il sito di Brooklyn,
frequentatissimo dai suoi abitanti che quotidianamente si scambiano notizie,
annunci, appuntamenti, richieste di aiuto e informazioni sulle previsioni del
tempo. Lo seguono il più modaiolo Eastvillage.com
con indirizzi di ristoranti, segnalazioni di nuovi vernissage e inaugurazioni
di circoli ricreativi, e il colorato ArtSeenSoho,
che pubblica aggiornamenti e indirizzi utili sull’arte, lo stile e la vita del
quartiere degli artisti di West Broadway. Il Web del vicinato esce dalla Grande
Mela per estendersi alle periferie e alla provincia, dove il bisogno di
promuovere un’informazione locale e di creare comunità sembrano essere ancora
più forti. Lo dimostrano il sito di Los
Feliz di Los Angeles o di Lenox
Park ad Atlanta, oppure il sito di North
Hill, della più sconosciuta città di Pensacola in Florida, o quello di North
Highlands (North Wayne, Indiana). E l'entusiasmo è tale che ormai sono molte
le Web agency che propongono pacchetti “chiavi in mano” per creare il proprio
neighborhood site. C’è addirittura chi fa solo quello, come la società
Neighbors 101 di
Denver (Colorado), o la Connecting
Neighbors di Walled Lake (Minnesota).
I quartieri europei, tra community e commercio
Se l’intento di socializzare è predominante negli Stati Uniti, in Europa
c'è anche l'obiettivo commerciale di fornire informazioni su
negozi, mercati, ristoranti e alberghi e svendite. Come lo spagnolo Barrio
de Salamanca, con la segnalazione di aperture di nuove attività, saldi,
annunci immobiliari, orari di farmacie e servizi pubblici, o il tedesco Friedichstrasse,
dedicato alla via dello shopping nel distretto est di Mitte a Berlino. Ben due
i siti di Le Marais, nel 3° e nel 4° arrondissement della capitale francese:
Paris Le Marais con
directory su negozi, cafè, cinema, musei, notizie su esposizioni e annunci su
mobili usati, e Marais
Comvivial con forum, blog, annunci, una boutique virtuale e una tv on line.
Tutti siti interessanti, con servizi e notizie che difficilmente si trovano
sulle guide turistiche tradizionali. Pride
of Manchester, ad esempio, dedica una sezione “all’animo irlandese” della
città del nord d’Inghilterra, con rubriche sulla storia, la musica, i libri,
gli abiti e i pub irlandesi, mentre il quartiere di Auguste
Comte a Lione offre indicazioni su serate ed eventi organizzati dagli antiquari,
dalle boutique di gastronomia e dagli atelier di moda della zona.
Una finestra sul cortile del mondo, in html
Santiago del Cile, Honolulu, Città del Capo. Abbiamo fatto il giro
dei continenti per scoprire che il fenomeno dei "neighborhood site"
non è solo occidentale ma ha ormai contagiato ogni angolo della Terra, colorando
le pagine Web di sapori e atmosfere locali, di siti curiosi e divertenti
come quelli in dialetto o dedicati al gay village della zona. C'è
poi chi usa il Web per incontrare il proprio vicino di casa o per raccontare
la propria storia. Questo accade nei "city stories site", dove gli abitanti
di una stessa città si scambiano aneddoti e dichiarano il loro
amore per l'area urbana in cui vivono.
E come ci conferma Brett Wynkoop, fondatore di Brooklynonline, con
i siti di quartiere si assiste a un'inversione di tendenza: l'Internet delle
grandi distanze lascia il posto ad un digitale "porta a porta", in
cui il flusso di informazioni e di messaggi virtuali avviene nel giro di poche
centinaia di metri. I tradizionali spazi di incontro e di vita sociale (bar,
angoli di strada, bacheche di parrocchia, circoli e pianerottoli) sembrano non
essere più sufficienti a tessere e approfondire i legami tra vicini di casa.
Oppure appaiono poco attraenti e demodé, in confronto ai più
efficienti e veloci strumenti del "villaggio" globale.
di Elena Dalla Massara - Cultur-e.it
Cultur-e.it
vuole essere "un osservatorio dei fenomeni in Rete, al di là dei
confini culturali e delle restrizioni alla navigazione che alcuni governi
impongono.". La rivista, frutto di questa
percezione della Rete, si pone un obiettivo ambizioso, quello di contribuire al superamento degli ostacoli che ancora impediscono la navigazione oltre i confini virtuali
di civiltà. La rubrica quindicinale Sconfini consiste in un dossier
con interviste, articoli e schede sulla situazione della Rete in differenti
paesi extra occidentali. Ogni due giorni, invece, si aggiorna la sezione
Coordinate, che recensisce singoli siti. In Mappamondo è possibile
consultare una directory ragionata su portali e riviste di cultura, arti
e politica. |