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DOSSIER SITI DI QUARTIERE: Webbing around - parte II

Dal dialetto meneghino di Niguarda.com alle urla dei venditori del Camden Town Market. Il lato divertente dei "neighborhood site".
di Costanza Ruggeri - Cultur-e.it [la rivista] | 11 febbraio 2004

«Püse’ che un purtal, un purtun». Non lascia adito a fraintendimenti la scritta che campeggia nella home page di Niguarda.com, il portale della zona 9 del capoluogo lombardo. Un inno alla “padanità verace” dove i titoli delle sezioni appaiono, rigorosamente, in dialetto meneghino: l'home page è “Om peig”, la sezione Eventi e iniziative “Cusa ghe’in ball”.

Con un colpo di mouse ci spostiamo dall’altra parte dell’Atlantico per scoprire che, tra le ricette culinarie tipiche della comunità di Hurley Ridge (nella contea di New York), figura una fantomatica “Italian broccoli rabe” accanto ad una più americana “Spicy Tuna Noodle Casseruole”.

Nei "neighborhood site" si ha un approccio ad Internet ribaltato: il protagonista è il tuo mondo, ciò che trovi sotto casa tua. Tu e il tuo quotidiano fanno notizia, sono al vertice dell’informazione. Come la tua scuola o quella dei tuoi figli, i tuoi negozianti, la tua parrocchia, i tuoi amici. 

Gli amici di Tom, i racconti di Mr.Beller e il blog di corso Sempione
L’esplodere del fenomeno dei siti di quartiere e la messa in Rete di software “casalinghi” grazie ai quali chiunque, potenzialmente, è in grado di creare il proprio “neighborhood site” hanno dato vita anche a stravaganti e singolari iniziative.

Tom McCabe frequenta l’Heartwood Institute, una comunità a un’ora da Garberville (200 miglia a nord di San Francisco) che pratica la terapia olistica e la medicina alternativa. Grazie ad Internet Tom ha potuto testimoniare la sua attività e quella dei suoi “compagni di corso” mettendo on line Bruce’s Neighborhood, uno spazio in cui le immagini degli amici della sessione autunnale 2002 si alternano alle informazioni pratiche per raggiungere questo “paradiso” californiano e alle e-mail di tutti i partecipanti del corso.
Sullo stesso territorio si muove
Mr Beller che, perfetto conoscitore dei sobborghi di New York, ha dato vita nella primavera del 2000 ad un esperimento in cui i diversi quartieri della Grande Mela diventano lo sfondo in cui prendono vita le sue trame letterarie. L’East Village, Chelsea, Gramercy Park, Greenpoint, Red Hook hanno riempito, per mano di Mr Beller, più di 600 pagine di racconti che hanno ottenuto la nomination ai Webby Award 2002.
Sempre sul terreno del personale-locale si muove
Il posto, il multiblog di chi abita in zona Sempione a Milano. Immagini e poesia da e per gli abitanti del centro della città tra cui spicca il messaggio postato da Scic: «Stamattina via Canonica finiva in cielo. Scherzetto del grigiore milanese».

Le botteghe di Camden Town e i teatri di Broadway
Se è vero, come risulta dalla nostra navigata, che i siti di quartiere hanno sempre più successo e, giorno dopo giorno, popolano la topografia telematica delle principali città, è altrettanto vero che ci sono dei posti, nel mondo, in cui è il nome del quartiere a evocare quello della città e non viceversa. È il caso di
Camden Town, la zona di Londra famosa per il celeberrimo mercato del sabato e della domenica. Anche in Rete è un tripudio di colori e l’aggrovigliarsi delle parole sullo schermo evoca le urla dei venditori rionali. On line ci sono i recapiti e gli orari di apertura dei negozi, la descrizione della merce acquistabile, i nomi dei bottegai storici e, spulciando tra i messaggi degli abitanti della zona, anche gli indirizzi dove trovare i migliori funghi allucinogeni della City.
Gli fanno eco, a migliaia di chilometri di distanza, le informazioni di
Offbroadwayonline.com, il neighborhood site della grande diagonale che attraversa tutta l’isola di Manhattan, quella che ha la più grande quantità di teatri al mondo e l’unica a non rispettare la scacchiera quasi perfetta in cui è divisa la città di New York. In Rete l’ombelico dell’universo del musical americano, il quartiere più luccicante al mondo dove tutto è uno spettacolo d’insegne nella scenografia postmoderna dei grattacieli, diventa un enorme database in cui scoprire il costo di uno spettacolo, leggere la critica “spassionata” di un utente o la trama di uno dei musical in scena.

Il Quartier du Musée di Montreal e la Mecca gay californiana
Rimaniamo nel continente americano ma spostiamoci in Canada, più precisamente in quel crocevia di genti e culture che è Montreal. Cliccando quartierdumusee.com veniamo proiettati in un mondo in cui è l’arte a farla da padrone. Bilingue, in inglese e francese, il sito del quartiere dei musei della metropoli canadese è uno strumento molto utile per chi intende conoscere i luoghi dello shopping artistico o avventurarsi tra le “prime” dell’infinita moltitudine di eventi organizzati in città.
Il coast to coast non può che approdare a
Castro District, San Francisco, meglio noto come la mecca gay mondiale. On line dal 1995, Webcastro.com è il punto di partenza ideale per chi cerca informazioni sulla scoppiettante vita notturna di Eureka Valley. Attenzione però: le immagini della sezione fotografica sono spesso clamorosamente esplicite.

di Costanza Ruggieri - Cultur-e.it

Cultur-e.it vuole essere "un osservatorio dei fenomeni in Rete, al di là dei confini culturali e delle restrizioni alla navigazione che alcuni governi impongono.". La rivista, frutto di questa percezione della Rete, si pone un obiettivo ambizioso, quello di contribuire al superamento degli ostacoli che ancora impediscono la navigazione oltre i confini virtuali di civiltà. La rubrica quindicinale Sconfini consiste in un dossier con interviste, articoli e schede sulla situazione della Rete in differenti paesi extra occidentali. Ogni due giorni, invece, si aggiorna la sezione Coordinate, che recensisce singoli siti. In Mappamondo è possibile consultare una directory ragionata su portali e riviste di cultura, arti e politica.

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