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PMI Dome

Connessione veloce? I consumatori non sono d'accordo

E Altroconsumo ha fornito loro uno strumento interattivo per far sentire la propria insoddisfazione nei confronti di provider che non mantengono le promesse fatte e sono scadenti nell'assistenza. L'indagine continua.
di a cura della Redazione | 13 febbraio 2004

Quanti utenti che scelgono una linea veloce, per uso personale  lavorativo, hanno la sensazione e la prova quotidiana che la loro linea poi tanto veloce non sia? E quali spiegazioni si riescono ad ottenere se ci si rivolge al proprio provider per assistenza? Troppi e troppo poca sono le risposte, confermate anche da Altroconsumo.

"Esiste un abisso tra la velocità promessa dai provider e quella effettivamente raggiunta dai navigatori, l’assistenza è insoddisfacente e la posizione dominante del fornitore più forte, Telecom Italia, schiaccia i concorrenti: a rimetterci è sempre il navigatore, in termini di qualità del servizio e di possibilità di scelta."

Questo il quadro tracciato dall’inchiesta che Altroconsumo ha condotto con 110.000 misurazioni realizzate da utenti di tutta Italia grazie a www.provailtuoprovider.org, sito di Altroconsumo; per ogni provider è stata rilevata sia la velocità di download che di navigazione, oltre che la qualità e tempestività dell’assistenza fornita.

L’associazione indipendente di consumatori ha segnalato i risultati dell’inchiesta all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e al commissario europeo Monti, chiedendo di intervenire per monitorare e impedire pratiche di posizione dominante, con il monito degli esempi negativi per gli utenti di Francia e Germania.

Inoltre, data la distanza abissale tra le velocità di connessione e di download promesse dai provider e quelle realmente raggiunte dai navigatori, come per gli abbonamenti venduti "Adsl 640 kbps" con una velocità media effettivamente raggiunta di 274 kbps, ovvero meno della metà, Altroconsumo ha segnalato all’Antitrust pratiche di pubblicità ingannevole: le prestazioni promesse da tutti gli operatori presenti sul mercato della banda larga producono negli utenti aspettative che non trovano riscontro nella realtà.

Altroconsumo ha anche scritto al ministero delle Comunicazioni e a quello per l’Innovazione e le Tecnologie chiedendo che lo sviluppo della banda larga rispetti i principi di libera concorrenza e di protezione dei consumatori, e sia esteso capillarmente a tutto il territorio, dato che l’accesso alla Rete deve essere considerato un servizio universale.

Il servizio di raccolta dati di www.provailtuoprovider.org, è sempre attivo, e Altroconsumo invita gli utenti a partecipare all’indagine, che continua.


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