La ricerca rivela che esiste una netta distinzione tra chi opera all'interno dell'azienda e i consumatori americani per quanto riguarda la protezione della privacy, e quindi la fiducia nel corretto trattamento dei propri dati personali.
di Accenture |
16 febbraio 2004
Secondo una recente ricerca realizzata da Accenture, esiste una differenza di percezione tra aziende e privati rispetto alla questione della privacy e di come essa venga protetta.
L'indagine ha infatti coinvolto 570 individui tra uomini d'affari, dirigenti, addetti alla privacy in azienda e al CRM, senza dimenticare ovviamente i consumatori.
Ecco quanto emerso:
- oltre il 50% dei consumatori ha smesso di rivolgersi a un'azienda perché non possedeva una policy adeguata sulla privacy
- l'80% dei "business" intervistati assegna alla propria azienda un voto pari a 4 o 5 (su sala da 1 a 5) valutando la capacità di generare fiducia nei clienti
- mentre l'81% dei clienti ha invece assegnato una valutazione pari a 3 o 4
- quasi un quarto dei dichiaranti appartenenti al mondo aziendale ha indicato che la propria azienda ha pubblicato la propria policy di sicurezza perché si trattava di una scelta etica
- ma soltanto il 3% dei consumatori ha creduto fosse quello il motivo
- il 45% di essi ha infatti dichiato che le aziende rendono nota la propria policy solo perché imposto dalla legge
- soltanto per il 13% delle aziende tale scelta implica anche uno sforzo per generare fiducia da parte dei clienti
- mentre sarebbe un motivo importante per il 16% dei consumatori
L'indagine rivela comunque che la policy di sicurezza espressa chiaramente non è il fattore principale nel creare fiducia da parte dei consumatori, per i quali è più importante la reputazione del prodotto e dell'azienda stessa.