Balu Jadhav non ha avuto molto dalla vita. Poco più di un ettaro di terra, un bufalo e una mucca. Per anni la sua preoccupazione principale è stata il futuro del figlio malato di poliomielite.
Adesso Jadhav ha smesso di tormentarsi. La rivoluzione informatica che sta interessando i 70 villaggi del distretto di Kolhapur, nello stato indiano di Maharashtra, ha dato al giovane malato una speranza: tutto quello che gli serve per assicurarsi un’esistenza “sicura” è imparare a usare un computer.
Rural Connectivity: dai campi di canna da zucchero alla Baia di Bengal
La storia di Balu Jadhav si accompagna a quella di centinaia di altri raggiunti dal Warana Wired Village Project. Seicentomila dollari statunitensi destinati alla creazione di un network attraverso il quale i coltivatori di canna da zucchero e i produttori di latte della zona possono essere informati sulle variazioni dei prezzi delle merci, sulle condizioni climatiche più favorevoli alla semina e sulle leggi del Ministero dell’Agricoltura.
Alla storia di Balu Jadhay fa eco quella di Harsh Mehta, pescatore a Veerampatinam, uno dei villaggi inseriti nel programma di informatizzazione della M.S. Swaminathan Research Foundation. Ogni mattina Mehta si reca al Village Knowledge Centre per informarsi sull’andamento del mercato ittico, consultare le offerte di lavoro e, specialmente, conoscere le aree della Baia di Bengal più pescose.
A sostegno dell’India agricola è nato TARAhaat.com. Multilingue (indi, inglese e punjabi), TARAhaat.com può essere consultato anche dagli analfabeti, grazie a un sistema di contenuti audio: servizi informativi ed educativi attraverso una rete in franchising di cybercafè (TARAkendras) sparsi nel Punjab e nel Bundelkhand. Situazione meteorologica, opportunità scolastiche, norme governative, annunci matrimoniali e oroscopo: le pagine di TARAhaat.com riflettono il caleidoscopico universo del Subcontinente indiano. «TARAhaat ha cambiato la mia vita» ammette Shaila Srivastava, diciannovenne di Niwari selezionata per occuparsi di un progetto di e-governance nel distretto di Tikamgarth. «Mai avremmo immaginato che la nostra fotografia, un giorno, sarebbe stata pubblicata sulla copertina di Business World» affermano candidamente Pinky, Rajmani e Priti Parmar, le tre sorelle di Punavali Kalan, piccolo villaggio dello Uttar Pradesh, assurte agli onori della cronaca per aver promosso lo DA’s Swajal project portando l’acqua potabile nella regione del Bundelkhand.
Diagnosi on line: la telemedicina raggiunge lo stato del Tamil Nadu
Mandayan è un contadino di Padinettankudi, un piccolo villaggio nel sud dello stato di Tamil Nadu. Per mesi ha sofferto di un forte arrossamento e di una accentuata lacrimazione oculare che oggi cura grazie all’intervento di un medico del prestigioso Aravind Eye Hospital di Madurai, a 40 chilometri di distanza dal suo villaggio. Dopo essere stato visitato grazie ad una webcam e aver compilato un questionario on line, l’uomo viene invitato dallo specialista a una chiacchierata “virtuale” in cui vengono discussi i sintomi e viene fissato un appuntamento reale assolutamente gratuito. L’Internet point di Padinettankudi è uno dei trenta luoghi eletti dalla n-Logue, la società dell’Indian Institute of Technology di Madras, a esperimento di telemedicina. Promotore dell’iniziativa Ashok Jhunjhunwala, imprenditore e professore di ingegneria elettrica. «Studiare – dice - non serve per entrare a far parte di un'élite ma per servire la propria gente, quelli che non hanno studiato. Per l'India la conoscenza delle nuove tecnologie può davvero fare la differenza: non solo con l'esportazione di servizi di software, ma anche e soprattutto aiutando la maggior parte della popolazione a migliorare le proprie condizioni di vita».
Internet in treno, in motocicletta e in risciò
Proprio di Jhunjhunwala e di un gruppo di ingegneri di Delhi è l’idea di usare l'immenso network ferroviario del Subcontinente indiano come condotto per cavi di comunicazione. «L'India è un caso unico al mondo», sottolinea Jhunjhunwala. «In un paese che ha di media una stazione ferroviaria ogni 8 chilometri, era naturale pensare di utilizzare i cavi della ferrovia per farci passare la Grande Rete e mettere a punto un sistema per portare Internet velocemente e a basso costo alla popolazione contadina».
A immagine e somiglianza dell’idea degli ingegneri di Delhi, Computer on Wheels, il progetto finanziato dalla Digitak Partners (organizzazione non profit di Seattle) per fornire un servizio Internet all’India rurale. Quotidianamente, un tecnico si sposta tra i villaggi con un computer portatile caricato su una moto e decine di abitanti si avvicinano per leggere le notizie della propria regione, scaricare moduli governativi e ricevere informazioni sui prezzi dei prodotti agricoli. Analogamente, l’Istituto indiano di tecnologia di Kanpur ha sperimentato un risciò dotato di computer, batteria elettrica e antenna per la connessione alla Rete.
«Prima dell'arrivo degli inglesi» conclude Jhunjhunwala, «l'India era uno dei paesi più ricchi del mondo. Durante l'occupazione britannica ci siamo lasciati andare: abbiamo pensato di dover dipendere dagli altri. Ma ora possiamo riprendere la nostra strada e renderci conto delle nostre possibilità».
di Costanza Ruggieri - Cultur-e.it
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vuole essere "un osservatorio dei fenomeni in Rete, al di là dei
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percezione della Rete, si pone un obiettivo ambizioso, quello di contribuire al superamento degli ostacoli che ancora impediscono la navigazione oltre i confini virtuali
di civiltà. La rubrica quindicinale Sconfini consiste in un dossier
con interviste, articoli e schede sulla situazione della Rete in differenti
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Coordinate, che recensisce singoli siti. In Mappamondo è possibile
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