L'Eurobarometro rivela che i cittadini italiani sono i più informati d’Europa. Questo l'esito di un rapporto stilato per conto della Commissione Europea, relativo al livello di conoscenza e applicazione delle norme di protezione dati.
di Garante Privacy |
19 marzo 2004
Sono proprio i cittadini del nostro Paese i più informati sui propri diritti e sull’esistenza di un’autorità indipendente. E' quanto ha riportato il Garante Privacy rendendo noti i risultati del rapporto dell’Eurobarometro in merito all’applicazione delle norme sulla privacy. Il documento comprende due sezioni distinte, una dedicata ad aziende e imprese in quanto titolari di trattamento, e l’altra ai cittadini in quanto interessati dal trattamento di dati personali.
I dati sono stati raccolti fra settembre e ottobre 2003 interessando un campione di 3.013 aziende con almeno 20 dipendenti, e 16.124 cittadini dei 15 Paesi membri dell’UE.
Cittadini UE interessati dal trattamento:
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oltre il 60% dei cittadini UE ha espresso preoccupazioni forti o molto forti sulla tutela della privacy
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in Italia è il 14%, dato in calo dal 47% del 1991 (quando non c’era una legislazione specifica in Italia)
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il livello di fiducia varia considerevolmente, ma medici e servizi sanitari godono del livello più elevato di fiducia in tutti gli Stati UE (84%)
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invece circa il 50% dei cittadini non si fida delle compagnie di assicurazione, delle società emittenti di carte di credito
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sempre lo stesso 50% si fida invece di banche e istituzioni finanziarie, degli enti locali, delle autorità nazionali e del proprio datore di lavoro
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ben il 72% si fida infine delle forze dell’ordine, nei Paesi scandinavi questa percentuale sale fino all'80%
Le opinioni sul livello di tutela esistente nel proprio Stato:
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il 46% giudica il livello di protezione dei dati nel proprio Stato elevato
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invece la pensa all'opposto il 31% (il 37% in Italia)
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un preoccupante 23% non sa che dire
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il 90% ritiene corretto essere informato sulle finalità della raccolta dei dati e sui soggetti ai quali possono essere comunicati
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il 64% considera un problema lasciare i propri dati personali su Internet
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e il 34% non sa se la propria legge nazionale sia adeguata per gestire le problematiche inerenti la privacy su Internet
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il 70% dei cittadini UE pensa che non sia sufficiente la conoscenza delle norme in materia vigenti nel proprio Paese
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ma quasi la metà pensa di poter contare su una protezione migliore di quella esistente nei Paesi non-UE (ma un’analoga percentuale, 47%, non sa se ciò corrisponda alla realtà)
La conoscenza della normativa e l’applicazione dei principi della Direttiva comunitaria
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ben il 68% dei cittadini UE non sa che esiste un’autorità indipendente incaricata di vigilare
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l’Italia, con il 34%, è il Paese dove i cittadini sono meglio informati al riguardo, insieme ai Paesi Bassi
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1/3 dei cittadini sa che esiste una legge che riconosce diritti importanti (accesso, rettifica, opposizione al trattamento), ma in Italia questo è chiaro al 53% dei cittadini
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mentre il 42% sa che esiste l'obbligo di informativa da parte di chi raccoglie e tratta dati personali (l’Italia è in testa con il 63%)
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il 49% sa che ha il diritto di opporsi all’uso dei propri dati per scopi di marketing diretto (in Italia la percentuale sale al 57%, uno dei valori più elevati)