Appaiono se non altro sorprendenti i dati emersi dal rapporto dell’Ispo di Renato Mannheimer presentato dall’Osservatorio AIE (Associazione Italiana Editori). Stando infatti a quanto dichiarato dagli intervistati ben 21milioni di internauti italiani (pari al 43% della popolazione e all’83% di chi usa il PC) sarebbero disposti a pagare per i contenuti online.
Un dato che occorre valutare con attenzione alla luce delle difficoltà che il mondo dell'editoria online incontra proprio per la scarsa propensione dei lettori a dare un valore economico a ciò che - nella magigoranza dei casi - possono reperire gratuitamente. Ma come sottolineato dai dati, non si è dispsti a pagare per qualunque contenuto, ma per quelli che possono davvero essere un supporto, e apportare un servizio personalizzato e efficace.
Secondo la stima:
E la positiva e incoraggiante fotografia non si ferma qui. Dall’indagine dell’Istituto Iard Franco Brambilla emerge che già a partire dalla scuola sembra si stia insinuando un modo differente di percepire la disponibilità di contenuti non solo numerosi ma anche qualitativamente adeguati.
Gli insegnanti che hanno integrato stabilmente Internet nella fase di preparazione delle lezioni (ma non ancora in quella di presentazione) sono motivati a continuare a farne uso:
I contenuti digitali: quando il servizio diventa valore – l’indagine Ispo:
Dall’indagine Ispo emerge una crescita anche nell’accesso al cosiddetto "canale tradizionale", il libro: la media di libri letti in un anno era di 2,3 tra la popolazione (6,4 tra i lettori) nel 2002 ed arriva nel 2004 a 2,9 tra la popolazione (6,7 tra i lettori).
E Internet per cosa si usa?
"Approfondendo questo elemento attraverso i focus group- ha spiegato Renato Mannheimer dell’Ispo - si rileva in generale che il servizio attraverso le nuove tecnologie diventa valore soprattutto quando si presenta in forma di servizio personalizzato “one to one”, con una interazione sincronica tra l’utente e l’erogatore del servizio, quali ad esempio un corso di lingue interattivo, il tutor privato on-line, una consulenza tecnica personalizzata in un ambito di interesse specifico (da quello giuridico a quello finanziario), un dialogo diretto “a botta e risposta” con gli autori , ecc"...
Insegnanti e nuove tecnologie: un rapporto che cambia? L’indagine dell’Istituto Iard Franco Brambilla:
La situazione non è cambiata nel corso del 2003:
E’ però soprattutto sul fronte della formazione che gli insegnanti italiani stanno muovendosi:
"Credo che dal Rapporto emerga in modo chiaro il dato – ha sottolineato il presidente dell’AIE, Federico Motta – che la diffusione dell’hardware sia una precondizione per lo sviluppo della società dell’informazione ma non sia sufficiente senza un’adeguata diffusione dei contenuti. La domanda, infatti, come emerge dalle indagini, è davvero forte.".