Stanchi del logorio della vita moderna? Annoiati dalla quotidianità? Quello che vi ci vuole è un bel viaggio a ritroso nel tempo e se poi vi piacciono i fagioli stufati e il tabacco da masticare, allora The Frontier House è ciò che fa per voi. Bramate un naso nuovo, gambe più snelle e girovita più stretto? Tentate le selezioni di Extreme Makeover, la nuova estrema frontiera del reality show americano.
Dopo il grande successo di Survivor, negli Stati Uniti è il gioco di avventura a guidare il filone reality. Sono gare intorno al mondo di aspiranti Indiana Jones in The Amazing Race, giochi di coppie in Temptation Island, prove di coraggio di giovani rinchiusi in Fear Factor.
Ma cosa succede nel resto del mondo? Cosa spiano gli abitanti di Quito? Quali personaggi commentano i teledipendenti africani? Quali trasmissioni seguono gli “appassionati” moscoviti?
Ancora una volta è la Rete a darci le risposte e a fornirci il panorama delle trasmissioni real più curiose e seguite in giro per il mondo.
Russia: dalla Glasnost alla Glass house
Il nostro viaggio alla ricerca dei reality show più popolari parte da Johnson’s Russia List, la newsletter di David Johnson, buon punto di partenza per conoscere le abitudini e le tendenze della generazione russa contemporanea. Nell'archivio troviamo un articolo di John Daniszewski che ci introduce nel mondo dei format Tv sovietici. Ad aprire la lista Za Steklom, letteralmente “dietro il vetro”, il fortunato show che ha rappresentato per i giovani la possibilità di evadere dalle ferrea morale del Cremlino. Tre coppie rinchiuse in un contenitore di vetro a pochi passi dalla tomba di Lenin spiate 24 ore su 24 da 60 telecamere. I concorrenti sono diventati delle vere e proprie star e l’incontro sessuale di Maxim con Margarita è stato definito dalla Obshchaya Gazeta, apprezzato settimanale russo, «un evento di portata epocale». «Dissoluto e distruttivo per lo spettatore» è il commento della Chiesa russa ortodossa. Le fa eco il Consiglio dei Mufti della Russia Europea che ha bollato il programma come «propaganda al libertinaggio» e il comitato scientifico del Ministero dell'educazione che ne ha chiesto la sospensione dopo che Viktor Anpilov, leader dei comunisti ortodossi e stalinisti, lo ha marcato come «simbolo del trash occidentale». In onda dall’ottobre 2001 su TV6, e’ stato lo show più costoso (1 milione di dollari) in tutta la storia della televisione russa e il sito della trasmissione il più cliccato e frequentato del Web russo.
Dalla casa di vetro alle prigioni di Stato il passo è stato breve. Secondo Ananova.com, a Mosca stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli della loro versione del format Pop Idol. Ma la novità che i russi stanno progettando è quella di ambientare il programma nelle galere, scegliendo i futuri idoli delle classifiche musicali tra i carcerati. Il vincitore potrà esibirsi fuori dal carcere per i concerti dal vivo e otterrà un contratto discografico.
Africa: 30 milioni di spettatori per Charise
1.945 candidati selezionati per i provini. 1.648 bianchi, 192 neri e 105 appartenenti ad altre etnie. Questi i numeri di bigbrothersa.com, la versione sudafricana del più famoso dei reality show. 12 concorrenti provenienti da Uganda, Malawi, Angola, Botswana, Namibia, Kenya, Zambia, Tanzania, Sud Africa, Zimbawe, Gahna e Nigeria. Uno show che per 106 giorni ha tenuto incollati davanti allo schermo 25 milioni di africani. La produzione ha affidato al Web le sorti future del programma invitando gli appassionati del programma ad rispondere al sondaggio on line «Vuoi una nuova edizione della trasmissione?». 3892 utenti hanno risposto, 2370 dei quali affermativamente (pari al 60.89%). A dispetto dell’alta percentuale però, il Big Brother Africa non andrà più in onda in Malawi dopo che il parlamento del Paese ha bollato lo show come "immorale".
America Latina: dalla Terra del Fuoco ai giovani talenti
Digitare il binomio reality show-America latina in uno qualsiasi dei motori di ricerca internazionali significa veder apparire un elenco interminabile di titoli.
È il filone avventura ad avere più risultati.
In Cile, per esempio spopola Conquistadores del Fin del Mundo, un programma che unisce i rappresentanti di cinque Paesi (Stati Uniti, Messico, Ecuador, Brasile e Cile) chiamati a cimentarsi in diversi sport estremi prima di raggiungere la Terra del fuoco e “conquistare” il faro che darà loro le “chiavi del mondo”. Analogo discorso per l’Ecuador, dove trionfano i protagonisti di Expedición Robinson.
Più “domestica” la real tv argentina dove a occupare i primi posti della classifica sono Tocando las Estrellas (16 ragazzi vengono “rinchiusi” in una scuola per quattro mesi e giudicati da 6 professori e dal pubblico per il loro talento) e la versione locale del Grande Fratello che, nell’ultima edizione, ha visto la partecipazione di Diego Armando Maradona e ha raggiunto punte con il 90 per cento di share.
India: eliminare l’"anello debole"
Indiantelevision.com è un buon punto di partenza per addentrarsi tra i gusti e gli interessi degli abitanti del Subcontinente. E così scopriamo che a dettare il successo di una trasmissione non sono i contenuti del programma ma il canale dal quale viene trasmesso che, per essere sicuro di raggiungere i giovani, deve essere musicale. Kamzor Kadii Kaun, la versione locale del più noto The weakest link (L’anello debole), è in assoluto il reality show più seguito dai teledipendenti indiani: i concorrenti devono rispondere in modo corretto alle domande e dare prova di intelligenza e abilità evitando di cadere nell’umiliazione di apparire ignoranti. Sempre di derivazione occidentale Raaah (Romance, Adventure Aap Aur Hum) che, fedele all’antesignano Prisoners Of War, testa la resistenza fisica, mentale ed emotiva dei partecipanti.
Completamente made in India invece Haath Se Haath Milaa (Lets Join Hands), il reality show che si prefigge di sensibilizzare i giovani sul problema dell’Aids: due bus (uno rosa e uno azzurro) in giro per il nord del paese, e in diretta 24 ore su 24, la vita dei conducenti. Lo scopo dei 40 episodi della serie, leggiamo sul sito della BBC, è di dare vita a una catena umana in cui 80 giovani uniscano le loro mani per combattere il virus. «The show must go on».
di Costanza Ruggeri - Cultur-e.it
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