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Medico in famiglia? Sì, ma in Rete!

Il ministro Stanca torna a parlare di sanità elettronica e promette nuovi progetti legati all'ICT in ambito sanitario: dal Sud al Nord entro tre anni ciascuno avrà non uno ma un team di medici a propria disposizione.
di a cura della Redazione | 06 aprile 2004
Come già brevemente anticipato continua il programma di innovazione promosso da Lucio Stanca per portare l'ICT e i suoi vantaggi nel quotidiano dei cittadini. Dopo aver annunciato l'avvio del progetto Sanità elettronica è il momento del "team di medici in Rete".

Con una dotazione iniziale di 25,8 milioni di euro, già approvati dal CIPE per 8 regioni meridionali, è infatti decollato il progetto "UTAP" (Unità Territoriale di Assistenza Primaria), grazie al quale con la connessione alla rete digitale più medici di medicina generale condivideranno le informazioni su un paziente e potranno fornirgli la migliore assistenza in tempi rapidissimi.
La stessa Rete supporterà i servizi di farmaco-vigilanza, di formazione a distanza (e-learning), di informazione ai cittadini e di monitoraggio delle prescrizioni.

"Mettiamo a disposizione le nuove tecnologie per abbattere le barriere territoriali che in molte zone del Sud non consentono un facile accesso da parte dei cittadini alle strutture sanitarie e che oggi sono alla base di un maggior tasso di mortalità della popolazione rispetto al dato medio del Paese", ha detto il ministro ricordando che "questa iniziativa si assomma a quelle varate, sempre in campo sanitario, dal Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione", presieduto dallo stesso Stanca.

Lo stesso ministro ricorda come il progetto legato alla sanità elettronica sia stato la base di partenza per l'avvio di una serie di misure mirate a "innalzare i livelli essenziali di assistenza e di prevenzione, incrementare la qualità dei servizi, offrire ai cittadini migliori trattamenti sanitari a costi minori", riducendo i tempi di attesa per i cittadini e le spese per lo Stato.

Per il varo del progetto "Sanità elettronica", i ministri Sirchia e Stanca sono partiti da una riflessione relativa al contesto nazionale, caratterizzato da tre fattori: 

  • popolazione sopra i 60 anni in aumento (era il 19% nel 2002 e sarà del 25% nel 2015) con conseguente incremento della patologia cronica (ad esempio, ogni anno abbiamo 2 milioni di diabetici, con un costo di 5 miliardi di euro l’anno);
  • sistemativi informativi disomogenei, con conseguenti insufficienti servizi al cittadino e difficoltà nel reperire dati omogenei;
  • federalismo sanitario, che comporterà un aumento delle differenze fra Regioni.

Ecco di seguito in breve le principali aree di intervento individuate che vedranno probabilmente impegnati i ministri nell'articolazione di frammentati progetti specifici:

  • Iniziative di prevenzione attiva. Nel 2004, in accordo con le Regioni, si svilupperanno sistemi di prevenzione attiva per le malattie cardiovascolari (prima causa di mortalità in Italia), il diabete e favorire la partecipazione dei cittadini agli screening oncologici.
  • Realizzazione di un sistema di prenotazioni in rete e multicanale (telefono, internet, tv digitale) sulla base territoriale regionale per ridurre i tempi di attesa e per consentire ai cittadini una scelta consapevole dell’offerta di prestazioni sanitarie.
  • Diffusione della Cartella clinica elettronica in tutti gli ospedali e la realizzazione della storia sanitaria elettronica di ogni paziente, in modo da rendere più moderno ed efficiente il servizio sanitario nazionale.
  • Diffusione della Telemedicina per avvicinare l’erogazione dei servizi sanitari specialistici a coloro che sul territorio curano il paziente. L’obiettivo è la deospedalizzazione, anche mediante la realizzazione sul territorio di una rete integrata di servizi sanitari e socio-sanitari per l’assistenza ai malati cronici, agli anziani ed ai disabili.

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