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DOSSIER REALITY SHOW: Real blogger (II)

Da fanatico a docente. Parla Andy Dehnart, da più di dieci anni esperto di real TV. Una passione trasformata in lavoro e condivisa in Rete.
di Costanza Ruggeri - Cultur-e.it [la rivista] | 16 aprile 2004

A come American Family, B come Big Brother e U come Under one roof.  Sono tutti in un weblog dedicato ai maggiori reality show internazionali aggiornato quotidianamente. L’idea è di Andy Dehnart, scrittore, web producer, docente alla Stetson University di DeLand, in Florida, ma specialmente «reality TV addict», ovvero «fanatico di reality show».

Dal luglio del 2000 Dehnart raccoglie, seleziona, ordina e pubblica le trame, le ultime notizie e i gossip dei più seguiti format TV real americani utilizzando la Rete per «regalare un posto dove aggiornarsi».
The Real World, Road Rules, Making the Band, Survivor, The Mole, Big Brother, Popstar: decine di trasmissioni che hanno fatto la storia dei real TV trovano spazio nelle pagine di
www.realityblurred.com/realitytv

Lo abbiamo raggiunto in Florida, dove vive, e gli abbiamo chiesto in che modo le nuove tecnologie concorrono alla spettacolarizzazione dell’altro.

Quando ha cominciato ad interessarsi di reality TV?
Sono un fanatico dei format real dalla seconda edizione di The Real World, il reality show di MTV che porta sette sconosciuti fra i 18 e i 25 anni a contendersi lo spazio vitale in una casa, seguiti dalle onnipresenti telecamere. Questo programma va in onda da 12 anni e, fatta eccezione per la prima serie, non mi sono perso una sola puntata delle successive 11 edizioni.

Come è nato Reality TV Weblog?
Il sito è stato “inaugurato” all’inizio di luglio del 2000, pochi giorni dopo la prima edizione di Survivor e di Big Brother negli Stati Uniti. L’idea mi è venuta un paio di mesi prima quando, frustrato perché non riuscivo a trovare un luogo dove essere costantemente informato sugli sviluppi delle storie real, ho deciso di crearlo io.

Quali sono i rapporti tra reality show e Internet?
Moltissimi programmmi traggono dal Web la loro linfa vitale. Negli Stati Uniti, per esempio, le selezioni per partecipare al Grande Fratello si svolgono on line e sono nate centinaia di vibranti community nelle quali i fan si incontrano per discutere, scambiarsi opinioni e commentare le avventure del protagonista preferito o di quello meno amato. Il carattere personale della reality TV si adatta perfettamente al Web che, per sua stessa natura, è decentrato e animato da singoli individui.

Parallelamente al fenomeno dei reality show si è assistito all’esplodere delle "sublebrità". Grazie al Web chiunque, con l’aiuto di una webcam, può raggiungere la notorietà…
Provocatoriamente vi dico che ci vuole ancora meno. Oggi basta un weblog per essere famoso. Pensate, per esempio, a Salam Pax, il blogger di Bagdad, che ha raccontato la guerra via Internet e che, nel futuro, verrà ricordato come un caso, forse addirittura uno spartiacque della comunicazione on line. La natura democratica del Web significa che, idealmente, chiunque ha eguale accesso a qualunque luogo e può entrare in contatto con chiunque altro. La televisione ha un enorme potere: trasforma un gruppo di sconosciuti in star, per poi dimenticarsene nella stagione successiva. Invece per l'oblio nel Web basta solo cambiare pagina.

On line gli utenti continuano a chiacchierare dei programmi anche dopo la loro fine. Perché?
Spesso i protagonisti dei reality show riempiono le cronache rosa dopo l’uscita dal programma che durante la loro permanenza "sotto osservazione". I fan continuano a seguire le loro vite dai giornali scandalistici e dalle trasmissioni televisive nelle quali sono ospiti fissi per mesi. E in Internet trovano la possibilità di continuare a chiacchierare tra di loro. Le community che si formano durante la messa in onda dei reality show sono in genere molto forti, e così continuano a sopravvivere fino all’edizione successiva del programma per poi esplodere più forti dell'anno prima.

Dai personaggi del Grande Fratello a Paw, Narodent, Brain e gli altri topi di www.bigmouseworld.com. In Rete pullulano i siti che “prendono in giro” i personaggi dei reality show che diventano animali…
La parodia è parte integrante della celebrità dei personaggi televisivi. Basta pensare alle vignette che compaiono sui giornali e che sbeffeggiano i “miti” del momento. Penso che le parodie on line rappresentino il futuro dei reality show in Rete e sicuramente concorrono al successo delle cosiddette "sublebrità".

di Costanza Ruggeri - Cultur-e.it

Cultur-e.it vuole essere "un osservatorio dei fenomeni in Rete, al di là dei confini culturali e delle restrizioni alla navigazione che alcuni governi impongono.". La rivista, frutto di questa percezione della Rete, si pone un obiettivo ambizioso, quello di contribuire al superamento degli ostacoli che ancora impediscono la navigazione oltre i confini virtuali di civiltà. La rubrica quindicinale Sconfini consiste in un dossier con interviste, articoli e schede sulla situazione della Rete in differenti paesi extra occidentali. Ogni due giorni, invece, si aggiorna la sezione Coordinate, che recensisce singoli siti. In Mappamondo è possibile consultare una directory ragionata su portali e riviste di cultura, arti e politica.

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