Economist
Intelligence Unit in collaborazione con IBM Institute for Business Value
ha realizzato anche quest'anno l'edizione 2004 di E-readiness Rankings
un monitoraggio sullo stato del mercato tecnologico e dell'e-business in vari
Paesi europei. I quasi 100 criteri quantitativi e qualitativi scelti sono stati
suddivisi in sei categorie distinte creando così gli "e-readiness rankings".
Essi mirano a valutare lo sviluppo e-buseness delle nazioni e delle economie
coinvolte.
Da un'analisi globale dei dati raccolti emerge un amaggiore attenzione alla
sicurezza e all'organizzazione delle informazioni. Si evidenzia anche
un maggiore e rinnovato utilizzo delle telecomunicazioni, sperimentando
sempre più spesso tecnologie innovative come il VoIP. Questa maggiore
presenza di offerte e soluzioni ha portato anche all'aumento della concorrenza
e quindi a un numero magigore di offerte diversificate, anche nel prezzo; scende
così in molti paesi il costo della larga banda.
Se quindi non si può ancora parlare di una solida evoluzione dell'e-business
che garantisca fatturati esplosivi, si può affermare invece che le basi
siano state poste.
Interessante notare come negli ultimi cinque anni l'Europa (soprattutto
i paesi del nord) abbia compiuto un notevole avanzamento nello sviluppo
e diffusione dell'ICT, avvicinadosi ai livelli di Stati Uniti e Canada, fino
poi a superarli.
Per quanto riguarda l'Italia, che resta nei primi 25 paesi della classifica,
si registra tuttavia un calo di due posizioni. Il nostro Pese è infatti
sceso dalla 23° posizione alla 21°. (I dati del rapporto sono
stati pubblicati nell'edizione
di i-dome.com )