La crescita e la diffusione dell’I-Mode è stata vertiginosa:
in pochi mesi erano già un milione gli utenti nipponici abbonati ai servizi
I-Mode, raggiungendo i 10 milioni nell’agosto 2000 ed i 15 milioni
nel dicembre dello stesso anno.
Un anno dopo, nel dicembre 2001, gli utenti I-Mode erano 30 milioni.
Ed oggi sono più di 40 milioni.
Da allora l’I-Mode è stato esportato in altri paesi sensibili
e attratti dalle potenzialità del nuovo sistema di comunicazione che promette
e permette comunicazioni ed interazioni veloci e una navigazione sul web semplice
ed efficace.
E-Plus, con più di 8 milioni di abbonati è la terza compagnia telefonica
tedesca, ha lanciato il servizio I-Mode il 16 marzo 2002 e presenta oggi un’offerta
di oltre 200 siti dedicati.
Un mese dopo, il 18 aprile 2002, ha seguito l’esempio tedesco la compagnia olandese
KPN che ha introdotto l’I-Mode nei paesi Bassi dove sono oggi disponibili
210 siti specifici per questa fascia di utenti.
Il 20 giugno 2002 il Taiwan ha introdotto i servizi I-Mode attraverso la partnership
fra DoCoMo e la compagnia Far EasTone Telecommunication, compagnia
telefonica particolarmente attenta alla convergenza ed ai servizi per gli utenti.
La Base, compagnia belga che detiene il 14% del mercato locale ed è affiliata
all’olandese KPN, ha introdotto l’I-Mode il 15 ottobre 2002 permettendo la navigazione
su circa 200 siti dedicati al nuovo sistema.
Un mese dopo l’I-Mode approda anche in Francia dove la compagnia telefonica
Bouygues Telecom, che dal 1996 cerca di differenziarsi dal mercato locale
offrendo servizi innovativi ed efficaci, lancia la nuova tecnologia. Gilles
Pélisson, CEO della Compagnia, si è detto soddisfatto dei risultati ottenuti
dal lancio dell’I-Mode, che in un anno ha ottenuto più di un milione di adesioni,
e ha sottolineato che dal lancio del servizio sono state inviate 16 milioni
di email e sono stati registrati 700 milioni di hits sulle pagine disponibili.
Il 26 giugno 2003 è la volta della Spagna che introduce l’I-Mode attraverso
la Telefonica Moviles e consente cosi agli utenti I-Mode di accedere
a 234 siti dedicati.
In Italia è Wind a portare in Italia con un accordo
quinquennale con la DoCoMo l’I-Mode il 19 novembre 2003.
A breve, in occasione delle olimpiadi di Atene, L’I-Mode approderà anche in
grecia grazie ad accordi con CosmOte che punta ad introdurre la tecnologia
nipponica anche in Albania, Bulgaria e Macedonia.
Ma dove sta il segreto del successo?
La risposta è nella semplicità. La DoCOMo ha lavorato in modo da produrre
un servizio facile sia per gli utenti che per i CP (Content Provider).
Il servizio è di semplice utilizzo per gli utenti ed ha tempi di navigazione
ed accesso alle informazioni superiori ai precedessori che non hanno avuto particolare
fortuna; i CP, invece, grazie alla facilità di creazione di siti dedicati all’I-Mode,
sviluppati in un linguaggio Html semplificato (il cosiddetto Chtml,
dove C sta per Compact, o Ihtml) sono avvantaggiati nelle fasi di creazione
e conversione di siti esistenti in formati adatti ai nuovi dispositivi mobili
e, soprattutto, non sono richieste competenze tecniche specifiche, spesso costose.
L’I-Mode supporta i formati Jpg e Gif per le immagini e i Midi per l’audio, ed è inoltre compatibile con la tecnologia Flash Macromedia, garantendo così appeal ed effetti grafici e consentendo di fatto un’ampia compatibilità con i contenuti web esistenti.
La velocità garantita dall’I-Mode è uno degli aspetti più enfatizzati:
Ci sono oggi oltre 72.000 siti compatibili con l’I-Mode, quelli più sviluppati, e non poteva che essere cosi, sono i siti di informazione, M-Commerce, che consentono di fare acquisti o di controllare il proprio conto in banca, siti con Database per fare ricerche e trovare informazioni utili e l’entrateiment.
Ma una delle applicazioni più interessanti è l’e-mail: con l’I-Mode 2G è possibile inviare email con 500 caratteri e ricevere messaggi fino a 4.000 caratteri mentre con il 3G è possibile inviare e ricevere messaggi fino a 10.000 caratteri e di allegare video fino a 30 secondi (circa 100 Kb) e fotografie scattate con le immancabili videocamere.
Patrizia Bertini