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Lavoratori sempre più mobili

Connessioni ad alta velocità via rete cellulare e device mobili di nuova generazione. A giudicare dagli annunci, il 2004 sarà l’anno dell’arrivo delle tecnologie per la nuova generazione del lavoro mobile.
di a cura di Marco Comelli | 30 aprile 2004

La forza lavoro italiana è sempre più mobile e utilizza in modo intensivo strumenti informatici e telematici. I dati delle ricerche dicono che nel 2005 i lavoratori definibili come mobili saranno nel nostro Paese il doppio di quelli che erano nel 2001.

Una tendenza trainata da una parte dalle dinamiche interne del mercato del lavoro (crescita del lavoro autonomo, decentramento produttivo, "mobilizzazione" del lavoro legato all’informazione e "informatizzazione" di quello tradizionalmente mobile) e dall’altra dalle crescenti funzionalità consentite dalle tecnologie della mobilità. E’ chiaro infatti che nessuna spinta interna alla mobilizzazione del lavoro avrebbe potuto avere sviluppo di fronte a difficoltà operative e/o costi troppo elevati. La crescita del lavoro mobile è quindi legata al continuo flusso di innovazioni.

Le innovazioni che quest’anno stanno arrivando a fruizione sono almeno due.

La prima è la disponibilità commerciale di servizi di trasmissione ad alta velocità su rete cellulare. A prima vista si tratta di un classico “more of the same” ma come spesso accade un miglioramento quantitativo si traduce in un salto qualitativo.

Rispetto al GPRS e ai suoi 28 Kbit/secondo di velocità nei casi più favorevoli, infatti l’UMTS dati da una parte e l’EDGE dall’altra rappresentano un balzo di un ordine di grandezza.
Entrambi hanno pregi e difetti, per cui è prevedibile che le varie offerte si divideranno il mercato senza vincitori né vinti a medio termine.

Una cosa è certa, e fa parte del salto qualitativo di cui si parlava: rispetto all’introduzione delle precedenti generazioni tecnologiche (GSM e poi GPRS e anche l’UMTS), gli annunci dei gestori sull’UMTS e sull’EDGE per la prima volta si sono focalizzati non più sui servizi in fonia e similare ma direttamente sul trasporto dati, e non più sul terminale telefonico come mezzo di fruizione ma sull’intera gamma di apparecchiature mobili. Insomma, la rete cellulare non è più una rete telefonica ma una rete universale digitale che tra le altre cose trasporta pure la voce.

La seconda innovazione è quella che sta avvenendo nei “device” mobili. Fino a poco tempo fa essi si dividevano in due grandi categorie: quelli di uso generale, come laptop, palmari, telefoni cellulari, e quelli specializzati, come terminali per il data entry, visualizzatori di documenti in formato e-book (schemi elettrici, manualistica), terminali di telecontrollo.
Alcuni di questi erano concepiti per operare connessi alla rete (cellulare o locale wireless) nella loro operatività ordinaria, altri avevano la funzionalità di connessione come optional non essenziale.

  • Da una parte ormai tutti i tipi di device mobili “nascono” oggi con la connettività in primo piano: anche se è un optional è un optional fortemente raccomandato, come l’aria condizionata in auto.

  • Dall’altra, è apparsa una terza categoria di terminali mobili, che potremmo definire a specializzazione flessibile, che hanno caratteristiche comuni ad entrambe le categorie già esistenti. Si tratta di apparecchiature il cui hardware ha caratteristiche di portabilità ed ergonomia mobile tipica dei terminali specializzati e funzionalità estendibili e modificabili all’infinito via software.

E’ il caso dei Tablet PC da un lato e degli smartphone dall’altra, utilizzabili in un ambito di soluzioni limitato solo dalla disponibilità di applicativi.
La disponibilità di questi nuovi terminali "terzi" consentirà notevoli risparmi e riduzioni di costi nelle soluzioni di lavoro mobile, oltre che l’apparizione di nuove soluzioni che, con la connettività al centro dell’equazione, rappresentano il motore dell’ulteriore crescita del lavoro mobile.

Di questo e molto altro si parlerà in occasione del Mobile Force Forum di Wireless, il punto di riferimento per la "mobile economy" italiana, il 19 maggio al Centro Congressi Milanofiori di Assago, per mettere a fuoco lo stato dell’arte del settore e a cercare di coglierne le traiettorie di sviluppo.

Marco Comelli


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