Un'interessante ricerca evidenzia il ritardo dell'Italia nella diffusione e utilizzo di Internet rispetto al contesto europeo. Velocità diverse anche nella Penisola, e il Sud resta ancora fanalino di coda.
di CNEL/Eurisko |
06 maggio 2004
Quanto è diffusa Internet nel nostro Paese? Chi è il navigatore-tipo
e che genere di siti visita?
A questi interrogativi ha cercato di dare una risposta la ricerca di tipo multiclient
realizzata dal Cnel, in collaborazione
con l’Eurisko, che illustra scenario,
dimensione socio-culturale, segmenti di riferimento, bisogni, logiche d’uso
e ruolo della rete, permettendo di verificare l’evoluzione che i nuovi media
hanno avuto nel nostro Paese tra cittadini e imprese e nei servizi al pubblico.
Ecco quanto emerso:
- sono 13,7 milioni gli italiani che navigano su
Internet a fine 2003, il 10% in più rispetto all’anno precedente
- una diffusione che copre il 28,5% della popolazione
(contro il 27% del 2002 e il 23% del 2001)
- una percentuale che tuttavia scende se si calcolano solo
coloro che si sono collegati negli ultimi sette giorni (18,9%)
e che è ancora limitata in confronto ad altri Paesi europei e d'Oltreoceano
- 60% in Germania
- 54% in Gran Bretagna
- 43% in Francia
- Stati Uniti dove arriva al 68%
Per quanto riguarda i luoghi prescelti per connettersi alla
rete, i dati evidenziano che:
- crescono le connessioni da casa (20,9%)
- mentre passano in seconda posizione quelle dal luogo di
lavoro (9,3%)
- seguono altri luoghi come l’abitazione di amici (5,5%)
- e la scuola (3,2%)
- quasi la metà degli italiani (46,3%) possiede un pc
in casa e di questi uno su tre è collegato a Internet
Tra le regioni:
- la penetrazione più elevata della rete si rileva in Liguria
(36,7%)
- seguita da Lombardia (36,4%)
- Triveneto (35,5%)
- Emilia-Romagna (33,1%)
- Piemonte-Valle d’Aosta (29,8%)
- Lazio (29,2%)
- Toscana (28,8%)
- Marche-Umbria (25,5%)
Agli ultimi posti si trova il Sud:
- con in testa la Puglia (25,2%)
- seguita da Campania (23,2%)
- Sardegna (22,7%)
- Abruzzo-Molise (21,3%)
- Sicilia (18,7%)
- e Basilicata-Calabria (17,8%)
Il navigatore tipo è maschio, giovane e istruito
- a collegarsi alla rete, infatti, è il 35,2% degli uomini
(contro il 22,4% delle donne)
- il 57,7% della fascia d’età compresa tra i 14 e
i 24 anni e il 48,9% tra i 25 e i 34 (33% tra i 35
e i 44 e 8,7% oltre i 44)
- naviga, inoltre, il 74,2% dei laureati (56,7%
di chi ha il titolo della media superiore, 26,9% la media inferiore
e 3,1% la licenza elementare)
- e il 46% dei percettori di reddito alto (26,6%
medio-alto, 31,7% medio, 22,9% medio-basso, 15,1%
basso
- tra chi lavora, si collega a Internet il 39,8%
- mentre tra chi non ha un impiego il 20,3% (con
una schiacciante maggioranza del 76,7% tra gli studenti, contro il
24% tra i non occupati, il 4,8% tra le casalinghe e il 2,7%
tra i pensionati
Se si considerano i lavoratori
- la rete raggiunge il 77,8% dei dirigenti o
funzionari
- il 69,6% degli imprenditori o liberi professionisti
- il 60,7% degli impiegati o insegnanti
- il 29,5% degli artigiani o commercianti
- il 18,9% degli operai
Internet si usa soprattutto
- per ricevere (73% tra chi si è collegato nell’ultimo
mese) o inviare (66%) e-mail
- ma anche per curiosare (72%), cercare informazioni
(56%) o notizie utili per il lavoro (42%), per lo studio
o il turismo (36%) e per il tempo libero (34%)
- ma ancora poco per fare acquisti (9%) o prenotazioni
(7%)
Tuttavia, il numero degli acquirenti on line va crescendo e
almeno un internauta su quattro è propenso a comprare attraverso la rete
in futuro
Se si analizza la diffusione della rete tra le aziende
- il 70% ha ormai la connessione
- e il 33% un proprio sito web
- inoltre, l’81% ha una dotazione di pc
- anche in questo caso, però, è ancora poco utilizzato l’e-commerce
(11% per l’acquisto e 4% per la vendita)
- infine, l’uso di Internet e della posta elettronica fa
diminuire il numero di dipendenti che si spostano per motivi di lavoro