Modalità di fruizione dei motori di ricerca da parte degli utenti internet italiani ed impatto che questi hanno nei processi di decisione e di acquisto. I principali risultati dell'indagine condotta da SEMS.
di Sems/Nexplora |
07 maggio 2004
Continua
la pubblicazione dei dati del sondaggio online realizzato da Sems
S.r.l. e Nexplora sull'uso
dei motori di ricerca in Italia. Dati molto importanti anche per quelle aziende
che vogliano capire meglio come sfruttare l'ottimizzazione
sui motori.
Modalità di fruizione dei motori di ricerca da parte dei navigatori italiani
L’Italia è googlecentrica ma per gli italiani, come visto anche in precedenza,
non c’è solo Google:
- il 60,2% dei navigatori, infatti, ha il proprio
motore di ricerca preferito ma ne utilizza anche altri
qualora non riesca ad arrivare alle informazioni che cerca
- ha invece il proprio motore preferito ed utilizza esclusivamente
quello il 21,1% degli intervistati
- seguono, col 17,1%, quei navigatori che non hanno
un motore di ricerca preferito e scelgono di volta in volta quale
proprietà di ricerca utilizzare
Quando si trovano davanti la barra di ricerca:
- il 43,8% dei navigatori italiani inserisce al primo
tentativo due o più parole contemporaneamente (il 3,6%
inserisce una frase intera), in modo da arrivare più facilmente,
delimitando l’ambito di ricerca, ai contenuti di proprio interesse
- solo il 10% inizia la ricerca inserendo un solo
termine
- fondamentale, nel modo di cercare in Rete, è anche l’esperienza
che si ha sul Web:
- iniziano con una chiave di ricerca singola
solo il 6,6% degli utenti che navigano sul Web da 5
o più anni
- a fronte di una media del 14,6% di chi
naviga da meno tempo
Un dato è confrontabile con quello diffuso a febbraio 2004 da Onestat.com
che, analizzando un campione di ricerche svolto a livello mondiale, ha indicato
come
- a fronte di un 19,02% (erano il 24,76% a marzo 2003) di
utenti che inseriscono un solo termine nella barra di ricerca
- il 58,19% (erano 53,55% a marzo 2003) degli utenti inserisce
due o tre termini
- percentuale che sale al 79,96% (in crescita rispetto al
74,47% di marzo 2003) se si considerano complessivamente quanti utilizzano
due o più termini
Comportamento di fronte ai risultati di una ricerca
I navigatori online italiani, di fronte ai risultati di ricerca, ponderano
ogni mossa:
- l’82,1% legge infatti i titoli e le descrizioni
dei link proposti dal motore come risultato della propria ricerca
prima di decidere su quale cliccare
- il 14,3% apre invece in una nuova finestra
del browser i primi risultati elencati dal motore, così da poterli
navigare senza abbandonare la pagina di ricerca, ed in modo da ritornarci
facilmente e velocemente nell’eventualità non si fosse trovato nulla di interessante
- solo il 2,6% clicca d’istinto sul primo risultato
Nel modo di cercare, uomini e donne tendono leggermente a differenziare
il loro modo di agire; le donne sono generalmente più riflessive prima
di selezionare il risultato di maggiore interesse. Tale differenza si vede soprattutto
alla domanda "quante pagine di risultati consulti per arrivare a ciò che cerchi"?
- il 48,6% delle donne rispondenti è disposta
a passare in rassegna anche tutte le pagine di risultati
pur di arrivare alle informazioni che cerca, contro il 41%
degli uomini
- uomini che invece più frequentemente delle donne tendono
a limitare la loro ricerca alle prime 2 o 3 pagine di risultati,
contro il 27,4% delle donne
E’ un modo di operare che funziona?
- sembrerebbe di si, a giudicare da quel 94% di intervistati
che ha risposto:
- di riuscire a trovare ciò che cerca sempre (il 25,5%)
- o comunque spesso (68,5%)
- solo lo 0,8% degli intervistati trova raramente
ciò a cui era interessato
E qualora non trovino risultati interessanti nella loro prima ricerca, come
si comportano gli italiani?
- il 44,2% rimane nello stesso motore ma cambia le
chiavi di ricerca
- il 41,6% rimane nello stesso motore ed aumenta
il numero di termini, così da focalizzare meglio l’ambito di ricerca
- il 12,2% cambia motore di ricerca, utilizzando
le stesse parole chiave
- solo lo 0,6% abbandona la ricerca (percentuale
che scende a zero tra chi ha più di 5 anni di esperienza online