La seconda edizione della mappa del senza fili italiano realizzata dalla rivista Wireless per individuare il numero di accessi pubblici alla rete senza fili. I cambiamenti rispetto al 2003 non toccano il vertice della classifica.
di Wireless |
13 maggio 2004
La notizia non è che sono circa 800 (803 per la precisione) gli hot-spot
pubblici in Italia. Questo era già noto dopo il rapporto dell’Osservatorio
Permanente sul Wi-Fi in Italia del Politecnico di Milano effettuato in collaborazione
con Wireless.
E nemmeno che la Sicilia balza al terzo posto dopo Lombardia
e Lazio tra le regioni italiane più "dotate" di Wi-Fi. Sono altre le
sorprese che Wireless ha cartografato
nella seconda edizione della sua Mappa degli Hot-Spot Pubblici in Italia:
- la
prima è che sono 240 i punti in attivazione, alcuni dei quali potrebbero
già essere online a circa un mese dal completamento della conta
- a breve
quindi gli hot-spot attivi supereranno di slancio le 1000 unità, una performance
tutto sommato lusinghiera a 12 mesi dal lancio commerciale dei servizi Wi-Fi nel
nostro Paese
La seconda è che l’andamento delle attivazioni non è
lineare:
- la Campania, per esempio, scende in sei mesi da
77 punti a soli 42
- la città di Bologna passa da 24 a 22
hot-spot
C’è da notare un fattore che, almeno per la Campania,
potrebbe essere rivelatore: la prima rilevazione era stata terminata nel settembre
del 2003, mentre la seconda tra febbraio e marzo del 2004. La prima quindi comprende
i mesi estivi. Vista l’estrema semplicità di installazione e attivazione, ma anche
di disattivazione e rimozione, di un hot-spot, è probabile che in una regione
turistica come la Campania sia forte la presenza di punti ad attivazione periodica,
che seguono il flusso turistico.
Anche nella nuova edizione della mappa
di Wireless:
- la Lombardia è la regione con la maggiore concentrazione
di punti di accesso "senza fili": con 195 località, 134 solo
a Milano e provincia
- il Lazio, che si ferma a 109 punti,
di cui 106 solo a Roma
- la Sicilia in crescita è terza
con 80 punti (la maggior parte collocati intorno all’Etna)
- sono
da registrare il recupero del Piemonte, passato da 20 a 55 punti,
grazie soprattutto al più che raddoppio di Torino
- e l’effetto che un progetto
come il VINCES ha sulla dotazione della Valle d’Aosta, che passa a 1
a 8 punti