di Luca De Nardo |
19 maggio 2004

Secondo
Stanca, in merito all’approvazione della direttiva sulla brevettabilità
del software da parte del Consiglio europeo dei ministri sulle Competitività,
penalizzerebbe soprattutto le piccole e medie imprese; il passaggio chiave -
forte nel significato - del Ministro si riassume in poche parole: "
più
si consente il ricorso al brevetto nel software e più si limita il suo sviluppo".
“Una direttiva contraria non solo agli interessi tipici italiani e delle piccole
e medie imprese del settore informatico, ma che, in generale, crediamo che più
si consente il ricorso al brevetto nel software e più si limita il suo sviluppo”.
Questo è dunque il commento di Lucio Stanca, ministro per l’Innovazione
e le Tecnologie, sulal direttiva in oggetto.
“Dal Consiglio dei ministri sulle Competitività - ha proseguito Stanca - e'
uscita una direttiva che, seppure modificata in parte su iniziativa italiana,
è ancora insufficiente e lascia ampi spazi di incertezza. Per questo il nostro
Paese si è astenuto”.
Già nei giorni scorsi Stanca aveva espresso le sue “
forti perplessità”
sui contenuti della direttiva europea in una lettera ai ministri Rocco Buttiglione
(Politiche Comunitarie), Antonio Marzano (Attività Produttive) e Letizia Moratti
(Istruzione Università e Ricerca), proprio in relazione alla
penalizzazione
delle piccole e medie imprese italiane del settore.
In tal senso, Stanca ha oggi espresso l’auspicio che “nei successivi passaggi,
nuovi esami del testo possano ulteriormente correggerlo e migliorarlo”.