Da buon ex ciclista agonista, sto seguendo con particolare interesse
in questi giorni le vicende del Giro d'Italia, ed in particolare lo spettacolo
sul filo dei 70 Kmh regalato dalle volate.
Volate che vengono quasi sempre
dominate da Alessandro Petacchi, il velocista spezzino della Fassa Bortolo che
da due anni a questa parte è diventato un protagonista di primo piano, lasciando
regolarmente alle spalle quello che per anni è stato il re degli sprint, Mario
Cipollini.
Perché questa introduzione legata al ciclismo
nel mio settimanale appuntamento coi motori di ricerca?
Perché in questi giorni
vedo nel dualismo Petacchi/Cipollini (ritiratosi dal Giro 2004 per i postumi di
una caduta nel pieno di una volata) alle frenetiche velocità di una volata lo
stesso dualismo che c'è nell'altrettanto frenetico mondo dei motori di ricerca
tra Google (il "giovane emergente") ed Yahoo (il "re" che si è visto
scalzare dal trono), con tutta una serie di player di secondo piano pronti, però,
ad approfittare di ogni buco lasciato dai primi due per piazzare qualche vittoria
nei traguardi volanti.
Da due anni a questa parte
vedo Google
e Yahoo impegnati in quella che potremmo considerare una volata lunghissima;
volata finalizzata in questo momento, secondo molti analisti, non tanto alla vittoria
di tappa (che io identifico come la piena soddisfazione dell'utente che ha bisogno
di cercare in Rete, ma da questo traguardo siamo ancora lontanissimi) quanto al
traguardo dell'intergiro, traguardo volante solitamente piazzato a metà tappa,
spesso con ricchi premi in palio per il vincitore.
Intergiro che, nel mondo
dei motori, è identificabile con la imminente
quotazione in Borsa di Google, la più importante IPO dallo scoppio della
bolla speculativa di Internet, che ha contribuito a far crollare le borse di tutto
il mondo.
Google vuole arrivarci al meglio per incrementare
il proprio valore e la propria "appetibilità"; la concorrenza vuole "rompergli
le uova nel paniere" per far presente che il mondo non è solo Google.
Come
nelle volate del ciclismo, non mancano spettacolari spallate tra i contendenti,
spesso in settori che poco hanno a che vedere direttamente con la ricerca in rete.
Prendiamo ad esempio la famosa Gmail, il servizio di posta
elettronica di Google.
Annunciato con la fantastica capienza di un Gigabyte (ma con qualche problemino legato alla Privacy degli utilizzatori), ha scatenato i concorrenti Yahoo, Lycos, Msn (Hotmail) nella corsa ad emularlo o superarlo; tempo poche settimane, in cui i competitors si sono organizzati per aumentare (gratis o a pagamento) la capienza, ed ecco la nuova spallata di Google, che sta testando su alcuni account Gmail la capienza di addirittura 1 Terabyte (1.000 volte la capienza iniziale; ai primi di aprile si vociferava che comunque anche HotMail stesse valutando questa capienza).
Altre spallate alla concorrenza sono arrivate nel campo della ricerca sul proprio computer (Google starebbe pensando ad un search tool non solo per il web, ma anche per le risorse del proprio pc, campo su cui sta lavorando Microsoft per il futuro sistema operativo Longhorn); delle communities, con Google che ha potenziato le funzionalità di Blogger, la piattaforma di creazione e gestione di weblog; e nel campo del keyword advertising, con la geotargetizzazione (ancora da perfezionare: io da Brunico, BZ, vedo l'advertising che dovrebbe essere limitato a Milano), con i banner grafici abbinabili alle parole chiave acquistate (banner che gireranno però solo sui siti partner) e con una serie di servizi a supporto degli inserzionisti come Jumpstart (a pagamento, un team editoriale supporta l'inserzionista), Automator (in fase di testing: un tool identifica quali pagine di un sito potrebbero essere promosse attraverso Adwords e per quali chiavi di ricerca: una sorta di "risposta" alle inclusioni a pagamento di Yahoo/Overture) e via elencando.
La concorrenza
sta dietro come può, spesso comunque crescendo in maniera sensibile come nel caso
di Ask.com, sempre
più "terza forza" tra i motori.
Il segreto di questa crescita?
Quello che
Google sta un po' perdendo di vista: la focalizzazione sulla qualità dell'algoritmo
di ricerca utilizzato per indicizzare quanto trovato in Rete e proporlo nella
maniera più funzionale all'utente che esegue una ricerca.
Sono in molti infatti, tanto in Italia quanto all'estero, che rimproverano a Google un sensibile peggioramento della qualità dei propri risultati. Si pensava che, con l'avvento di una concorrenza forte come Yahoo! Search e con il pungolo di Microsoft che sta investendo ingenti somme in una propria tecnologia di ricerca, Google avrebbe lavorato con impegno ancora maggiore alla propria tecnologia di indicizzazione.
Ad oggi - almeno a giudicare dai
risultati - non sembra essere proprio così, tanto è vero che molti utenti si augurano
che la società californiana non perda più di vista quello che è stato il motivo
per cui è diventato uno dei brand più noti al mondo: essere il miglior motore
di ricerca.
Vedremo cosa succederà dopo la tanto attesa IPO.
Marco Loguercio
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