Nei giorni scorsi Audiweb ha diffuso
le statistiche sui siti più visitati e "vissuti" dai navigatori italiani nel mese
di aprile 2004.
Per la prima volta a svettare non è un portale (solitamente
la lotta è tra Virgilio e Libero) bensì sua maestà Google che, tra la sua versione
localizzata google.it e la versione internazionale google.com, lo scorso mese
ha avuto ben 8,2 milioni di visitatori italiani. Merito del fenomenale motore
di ricerca, lodato ed apprezzato in tutto il mondo, ma anche di un eccezionale
servizio "news" che molti italiani hanno deciso anche di adottare come homepage
predefinita del proprio browser (chi scrive è uno di questi), così da avere sempre
sott'occhio cosa succeda in Italia e nel mondo.
L'Italia, insomma, è veramente sempre più "googlecentrica" non solo per quanto riguarda la ricerca online, e questo per Google è tutto oro in più che cola in vista dell'imminente IPO. Come spesso accade quando viene stilata una classifica di siti, le chiavi di lettura possono essere le più disparate ed i numeri possono essere differenti a seconda delle aggregazioni che vengono fatte.
I-dome,
pochi giorni fa, ha pubblicato un interessante articolo in merito, di cui consiglio
la lettura: "Google
batte Virgilio. No, vince MSN. Anzi no...".
Posto che il motore
di ricerca numero uno in Italia è Google, sia come valore del brand (to google,
negli USA, è diventato ormai sinonimo di cercare), come dati di utilizzo nonché
come qualità, la lotta serrata è per la medaglia d'argento, ovvero quale sia,
nel nostro paese, il "vice Google", quel motore o indice che rappresenti una valida
alternativa al motore fondato da Brin e Page.
Pura
curiosità statistica?
In realtà la seconda piazza fa gola ai siti direttamente
interessati, soprattutto per valorizzare gli accordi con i network di keyword
advertising nel nostro paese (Google ed Overture sono molto "aggressivi" anche
da noi per potersi assicurare i migliori siti attraverso i quali distribuire i
propri link sponsorizzati).
Secondo Audiweb, i numeri premiano nell'ordine
Virgilio, Msn, Libero, Yahoo e Altavista (i dati numerici sono visibili in questo
articolo: "I
Motori di ricerca con la maggiore audience in Italia").
Ma
cosa succede se invece di misurare i puri numeri, la classifica viene stilata
in base alle preferenze dichiarate dagli utenti in un'intervista online?
A gennaio Sems e Nextplora hanno svolto un'indagine
sull'utilizzo dei motori di ricerca da parte dei navigatori italiani;
una delle domande principali era, ovviamente, quali fossero i motori di ricerca
preferiti. Google ha ovviamente stravinto (il 79,3% degli italiani online lo utilizza
frequentemente), ma un dato interessante è emerso alla domanda su come vengano
utilizzati i motori di ricerca: il 60,2% dei navigatori, infatti, ha il proprio
motore di ricerca preferito ma ne utilizza anche altri qualora non riesca ad arrivare
alle informazioni che cerca.
Scatta quindi la bagarre per diventare il "preferito numero due", competizione che vede vincente attualmente (ed abbastanza nettamente, nonostante il recente restyling del sito abbia fatto storcere il naso a più d'uno) Virgilio, nell'ordine su Yahoo, Altavista (nobile decaduto ma con un suo nocciolo duro di affezionati), Arianna/Libero.it, Tiscali ed Msn. A guidare gli italiani nella scelta del motore da utilizzare, stando al sondaggio, sembrano essere soprattutto due fattori: facilità di utilizzo (gli italiani che utilizzano le funzioni avanzate di ricerca offerte dai motori sono una minima parte) e la notorietà del brand (sarebbe difficile quindi, per un nuovo motore di ricerca, affermarsi in tempi brevi in Italia solo col passaparola, come successo con Google).
Cade invece il mito della "rilevanza dei risultati", visto che molti italiani di fatto non sono spesso in grado di rilevare sostanziali differenze tra uno o l'altro (non fosse altro perché le tecnologie di ricerca utilizzati dai principali sopra elencati sono sostanzialmente tre: Google, Yahoo! Search ed Arianna); chiarificativo era l'esempio di Yahoo quando, fino a pochi mesi fa, ancora utilizzava la tecnologia di ricerca di Google: i risultati erano di fatto identici a quelli di Google, ma a pesare a favore di quest'ultimo era lo essere percepito come il motore di ricerca numero uno.
Marco Loguercio
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