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PMI Dome

Assinform - la Information Technology italiana non riparte

di Luca De Nardo | 01 giugno 2004

Se alla prima presentazione dei dati Assinform a marzo 2003 l'IT italiano ristagnava, ora, presentati ieri dati a consuntivo e quelli sul primo trimestre 2004, l'Information technology non riparte.
"E' vero che i segnali del primo trimestre 2004, con una crescita della spesa ICT dell'1,5%, sono in leggera controtendenza. Ma già il fatto che l'informatica mostri ancora un calo dell'1,4%, rende evidente la fase di incertezza che stiamo attraversando in Italia - ha commentato il Presidente di Assinform, Pierfilippo Roggero - Siamo passati in poco più di due anni da crescite a due cifre ai dati di oggi, nonostante la spinta della telefonia mobile."
E in effetti, nel 2003, il mercato aggregato dell'informatica e delle telecomunicazioni non è andato oltre ai 60.281 milioni di Euro, con un incremento quasi nullo (+0,1 %) rispetto al 2002 (già in calo dello 0,5 % sull'anno precedente).
"La spesa in informatica oggi non supera in percentuale il 2 per cento del PIL, contro il 3,8 degli Stati Uniti e il 3% circa di Germania, Regno Unito e Francia, e questo spiega in buona parte la perdita di competitività e di dinamismo del nostro sistema-paese - ha aggiunto Roggero - e a quest'ultimo riguardo si pensi che in Italia ci sono circa 4,2 milioni di imprese e che, tolte le 22 mila che superano i 49 dipendenti, 2,5 milioni risultano informatizzate con investimenti mediamente molto contenuti (1.500 euro di media, per impresa), mentre ben 1,6 milioni di microimprese non risultano neppure informatizzate.".
"Tutto questo si ripercuote a livello di sistema, con difficoltà d'interazione che riducono vieppiù i margini per crescere e investire. E' interesse di tutti che la domanda ICT riprenda e sia condivisa anche dalle imprese minori - ha sottolineato Roggero - E perché ciò avvenga è necessario creare nuove regole di accesso al credito, semplificare il ricorso ai finanziamenti pubblici, rivedere criteri impositivi penalizzanti, come quelli adottati per l'IRAP, favorire di più gli investimenti in formazione. E anche accelerare lo sviluppo dell'e government, che è centrale per la diffusione dell'ICT, ma che ancora non è oggetto di un volume d'investimenti commisurato alle sue reali potenzialità".
Ma non sono mancato anche i segnali incoraggianti. Sono venuti in particolare dal fronte dei contenuti e dei servizi multimediali.
"Sia gli indicatori diretti di mercato, sia quelli che rilevano la diffusione e l'interesse ai nuovi servizi, hanno confermato potenzialità molto interessanti - ha commentato Roberto Liscia, Presidente della Commissione Anee per i Servizi e Contenuti Multimediali di Assinform - Sono segnali da cogliere, perché rilevanti in sé, e anche nella prospettiva di scelte volte a rimettere in moto il mercato ICT." Più in particolare, è risultata netta l'effervescenza dei servizi di commercio elettronico alle famiglie (e-commerce b2C), di informazione on-line e di apprendimento in rete e/o tramite strumenti didattici multimediali (e-learning).

I dati di Assinform nel dettaglio sono disponibili qui


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