Secondo una recente ricerca condotta nel Regno Unito da Nomensa tra le
principali aziende britanniche, quasi un terzo dei siti web corporate non
rispettano le più elementari norme di accessibilità per i diversamente abili,
rendendo, di fatto, impossibile per queste persone l'utilizzo di tali siti.
La Disability Rights Commission (DRC) già minaccia azioni legali contro queste
imprese, provvedimento che, anche se poco "pubblicizzato", è già stato
intrapresocontro ditte inadempienti. Attualmente a rischiare è ben il 63% delle
imprese analizzate visto che soltanto il 37% sono sensibili alle misure di base
in materia approvate dal W3C.
Per quanto sia piuttosto scarso come risultato, rappresenta tuttavia un passo
avanti rispetto all'11% registrato a gennaio di quest'anno. Secondo Simon Norris
di Nomensa, il messaggio è certamente passato, ma occorre ancora del tempo
perché le aziende si assumano con coscienza e consapevolezza la
responsabilità di permettere a tutti il libero accesso alle nuove tecnologie e
agli strumenti che esse offrono. Ciò che occorre - conclude Norris - è
impegnarsi per umanizzare la tecnologia.
I dati della ricerca domani su i-dome.com