di Luca De Nardo |
07 giugno 2004

Comincia
tra circa un mese una delle prime operazioni di
censura occidentale sulla
rete Internet: contro la
pedofilia on-line.
Ad annunciarla e ad applicarla è la stessa
British Telecom, che
avrebbe compilato una lista di siti considerati illegali e inserita in sistemi
automatici che non consentirebbe ai navigatori inglesi di accedervi.
Come è ovvio immaginare, se da una parte l'iniziativa viene salutata
con soddisfazione, dall'altra parte si alzano grida di allarme contro questo
primo passo nel mondo occidentale verso la censura di una parte della rete,
equiparando l'evento alle censure dell'Arabia Saudita o della Cina.
Tecnicamente impossibile fino a poco tempo fa, la tecnica per censurare i siti
Internet pedofili adottata da British Telecom, non fa altro che restituire,
al richiedente che tenta di collegarsi, un messaggio di pagina inesistente.
La campagna di censura su Internet dei siti pedofili era stata avviata dal
NCH
Children's Charities nello scorso luglio.